ROSARNO (Rc) – Un boato improvviso, violento, capace di spezzare il silenzio del sabato sera e di gettare nel panico un intero quartiere. È quanto accaduto intorno alle 21.30 a Rosarno, in contrada Testa dell’Acqua, dove un ordigno è esploso all’interno di un’officina meccanica. L’onda d’urto è stata avvertita distintamente in diverse zone della città, spingendo numerosi residenti a scendere in strada, spaventati, per capire cosa fosse successo.

L’esplosione ha provocato danni significativi alla struttura, ma fortunatamente non si registrano feriti. Un dettaglio che non attenua, tuttavia, la gravità dell’episodio né l’allarme sociale che ne è derivato. Sul posto sono intervenuti in pochi minuti gli agenti delle forze dell’ordine, che hanno immediatamente avviato i rilievi e messo in sicurezza l’area, mentre gli investigatori iniziavano a ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Secondo le prime informazioni, nessuna pista viene esclusa. Gli inquirenti stanno lavorando su più fronti, valutando ogni possibile scenario, compresa l’ipotesi di un gesto doloso riconducibile a intimidazioni. Un’ipotesi che acquista peso alla luce di un precedente inquietante: nei mesi scorsi, infatti, la stessa officina era stata colpita da un grave incendio che aveva distrutto diverse automobili, alimentando timori e interrogativi tra i cittadini e gli operatori economici della zona.

La successione di eventi rende difficile parlare di casualità. Se l’incendio aveva già lasciato una scia di preoccupazione, l’esplosione di sabato sera sembra segnare un ulteriore, pericoloso salto di qualità. Un messaggio che, qualora fosse confermata la matrice intimidatoria, appare rivolto non solo al titolare dell’attività, ma all’intero tessuto produttivo locale.

Rosarno, ancora una volta, si trova a fare i conti con episodi criminali che colpiscono il lavoro, l’iniziativa privata e, soprattutto, la sicurezza collettiva. Officine, negozi e imprese rappresentano presìdi economici e sociali fondamentali: colpirli significa minare la fiducia, alimentare la paura e tentare di imporre il silenzio attraverso la violenza.

Le indagini proseguono senza sosta. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze, analizzando eventuali immagini di videosorveglianza e cercando riscontri utili a individuare i responsabili. In questa fase, il riserbo è massimo, ma l’attenzione resta alta, così come la determinazione a fare piena luce sull’accaduto.

Intanto, dalla comunità rosarnese si leva una richiesta chiara e condivisa: più sicurezza, maggiore controllo del territorio e una risposta ferma dello Stato. Non si tratta solo di individuare i colpevoli di un singolo episodio, ma di riaffermare un principio essenziale: nessuna attività può essere lasciata sola di fronte alla criminalità, nessun territorio può essere rassegnato all’idea che certi fatti siano “normali”.

Rosarno non può permettersi l’assuefazione alla paura. Ogni attentato, ogni atto intimidatorio rappresenta una ferita che riguarda tutti.

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