PAOLA (CS) – Il Tirreno cosentino affronta una nuova, delicata emergenza. Alla lunga scia di mareggiate, alle esondazioni dei corsi d’acqua e alle frane legate al dissesto idrogeologico si è aggiunto, nelle ultime ore, un problema essenziale: l’acqua potabile. Numerosi comuni del litorale sono rimasti a secco o devono fare i conti con forniture non utilizzabili a causa della rottura di importanti condotte acquedottistiche, messe sotto stress da eventi meteorologici di eccezionale intensità.
Le piogge persistenti e l’ingrossamento di fiumi e torrenti hanno aggravato una situazione già compromessa. Le infrastrutture idriche, spesso datate e collocate in aree vulnerabili, hanno ceduto lungo tratti strategici, interrompendo l’approvvigionamento verso i centri costieri. È l’ennesimo segnale di un sistema che fatica a reggere l’urto di fenomeni sempre più frequenti e violenti.
Cinque comuni — Amantea, San Pietro in Amantea, Longobardi, Belmonte Calabro e Fiumefreddo Bruzio — registrano problemi legati all’acqua torbida e quindi non potabile a causa di inconvenienti sull’acquedotto Ferrero-Basso. Un disagio che impone limitazioni e controlli, con inevitabili ripercussioni sulla vita quotidiana e sulle attività economiche.
Ancora più critica la situazione per altri sette comuni, dove è stata disposta la sospensione dell’erogazione idrica in seguito ai danni alla condotta adduttrice “Soleo” nell’area di Sangineto. Il provvedimento interessa Fuscaldo, Guardia Piemontese, Acquappesa, Cetraro, Sangineto, Bonifati e Belvedere Marittimo.
La società di gestione idrica Sorical ha spiegato che le persistenti condizioni di piena e l’estensione del fenomeno alluvionale non consentono, al momento, di intervenire direttamente sulla tubazione danneggiata in condizioni di sicurezza. Per ridurre i disagi e accelerare il ripristino del servizio, è stata quindi disposta la realizzazione di un by-pass di circa 40 metri, necessario a superare il tratto compromesso e riattivare la linea adduttrice.
Disagi non meno rilevanti si registrano anche a Paola, dove problemi a due serbatoi comunali hanno spinto l’ente locale a decretare la chiusura dell’acqua in diverse zone del territorio. Una chiusura totale dell’erogazione è stata segnalata anche a Lago, confermando una fragilità idrica che attraversa l’intera fascia costiera.
Nel frattempo, il mare continua a causare danni: disagi significativi ad Acquappesa e San Lucido, problemi nelle zone basse di Guardia Piemontese e a Paola — in particolare sul lungomare lato sud e nelle strade limitrofe — per l’esondazione di due torrenti. In molti comuni, per ragioni precauzionali, le scuole restano chiuse anche oggi.
Il litorale cosentino è un territorio segnato da decenni di pressione antropica: torrenti e fiumare tombati, alvei occupati da edificazioni, infrastrutture realizzate senza una visione sistemica della sicurezza idrogeologica. La natura, oggi, presenta un conto salato, reso ancora più oneroso dai cambiamenti climatici e dall’aumento degli eventi estremi.









































