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Ex Onpi di San Lucido, tra ritardi e responsabilità: il futuro negato di una struttura pubblica

Gestione incerta, debiti crescenti e perdita dell’accreditamento regionale: il caso ex-ONPI approda in Consiglio comunale e accende il confronto politico. L'analisi di IDM

SAN LUCIDO (Cs) – Più che uno sguardo al futuro, l’ultimo Consiglio comunale di San Lucido sull’ex-ONPI ha offerto una lunga e dettagliata ricostruzione del passato. Una “cronistoria”, per usare le parole della segretaria di IDM San Lucido, avvocato Donatella Attanasio, che però non basta più. Perché mentre si raccontano i passaggi amministrativi, il tempo scorre e lascia dietro di sé conseguenze pesanti: per gli anziani ospiti, per i lavoratori e per le casse comunali.

«L’amministrazione – spiega IDM in una nota – preferisce narrare il passato piuttosto che progettare il futuro. Il Sindaco si è limitato a una ricostruzione cronologica che suona come una giustificazione per l’immobilismo, ignorando che il tempo perso ha già prodotto danni enormi agli ospiti, ai lavoratori e alle casse comunali.

Non si può guardare avanti senza denunciare il “peccato originale” di questa amministrazione: il ritardo nell’annullamento della gara alla società Magna Grecia. Un affidamento ottenuto sulla base di condotte irregolari volte a raggirare i requisiti di gara. La Magna Grecia, ha dichiarato il Sindaco in Consiglio Comunale, all’atto della domanda, ha autocertificato il possesso del DURC, circostanza risultata priva di riscontro alle verifiche d’ufficio. Eppure, l’attuale amministrazione non è intervenuta con la necessaria
tempestività.

Oggi ci troviamo di fronte a una realtà critica: la società Magna Grecia a dire del Sindaco ha maturato un debito di 400.000 mila euro nei confronti del Comune. La struttura è stata gestita in una situazione di incertezza contrattuale, favorita da una mancata vigilanza dell’amministrazione che non è intervenuta tempestivamente nonostante le carenze documentali emerse e dichiate in Consiglio Comunale. Una somma che sarà quasi certamente difficile e/o quasi impossibile da recuperare.

La soluzione prospettata dal Sindaco in consiglio, ovvero procedere con la richiesta di un ingiunzione di pagamento, a mio modesto giudizio, appare del tutto inefficace e tecnicamente discutibile vista l’assenza di un titolo contrattuale. L’amministrazione forse dovrebbe agire con una causa di risarcimento del danno, contestando il comportamento irregolare della società.

Secondo il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), la falsità dichiarativa (immutatio veri) imponeva l’esclusione immediata. Invece, la lentezza burocratica ha permesso che il buco finanziario si allargasse, trasformando quello che doveva essere un fiore all’occhiello in un pesante fardello economico per i cittadini.

Ma la notizia più drammatica, appresa stamattina tramite le dichiarazioni del gestore della Magna Graecia e che l’amministrazione sembra voler sottostimare, è la già avvenuta revoca dell’accreditamento regionale. Questo non è un dettaglio burocratico: è il colpo di grazia. Senza accreditamento, l’ex-ONPI perde la sua natura di struttura sanitaria e assistenziale riconosciuta, mettendo a rischio il futuro dei lavoratori e degli anziani ospiti. È il fallimento totale di una vigilanza che non c’è mai stata.

Il Sindaco poi ha dichiarato in Consiglio che allo stato procederà ad indire una nuova e semplice manifestazione d interesse volta a reperire una nuova Società interessata alla gestione dell’Onpi. Soluzione che appare del tutto inadeguata ad attrarre partner seri in una situazione così compromessa — forse la soluzione tecnica esiste ed è già realtà in molti comuni italiani: l’Appalto Integrato legato agli incentivi del Conto Termico GSE.

Questa procedura permetterebbe di:

  1. Riqualificare subito: Trasformare l’edificio in una struttura nZEB (energia quasi zero) sfruttando i fondi del GSE.
  2. Recuperare l’accreditamento: Solo una struttura tecnologicamente avanzata e a norma può ambire a rientrare nel circuito assistenziale regionale.

Mentre a San Lucido si fa “cronistoria”, altrove si procede: L’Aquila (Ex ONPI): Rinata come polo moderno e autosufficiente. Cuneo e Lombardia: strutture del terzo settore riqualificate grazie agli incentivi GSE e a bandi che attirano partner solidi, non “avventurieri” privi di garanzie.

Basta scuse: il Sindaco passi ai fatti. Il Comune deve smettere di essere spettatore della propria decadenza. Con il Portale termico del GSE operativo, l’amministrazione ha il dovere di predisporre un bando serio, che metta fine all’era dell’incertezza e tuteli il patrimonio pubblico dai danni causati da una gestione superficiale. È tempo di restituire dignità ai lavoratori e agli anziani ospiti dell’ONPI», conclude IDM.

Il caso ex-ONPI di San Lucido pone una domanda che va oltre lo scontro politico: può un’amministrazione limitarsi a raccontare ciò che è stato, mentre il patrimonio pubblico si deprezza e i servizi si sgretolano? Restituire dignità agli anziani ospiti e ai lavoratori significa assumersi responsabilità, scegliere strumenti adeguati e agire con tempestività. Il futuro, qui, non è una parola astratta: è una decisione che non può più attendere.