VIBO VALENTIA – Il dibattito sulla situazione economico-finanziaria del Comune di Vibo Valentia torna al centro della scena politica locale. A innescarlo è stata una presa di posizione dell’associazione Prospettive Comuni, cui ha replicato con fermezza il sindaco Enzo Romeo, rivendicando i risultati ottenuti sul fronte del risanamento dei conti e, in particolare, del recupero dell’evasione fiscale. Una replica che non si limita a respingere le critiche, ma che intende chiarire vincoli normativi e scelte amministrative, richiamando alla responsabilità chi oggi interviene nel dibattito pubblico.
«Leggo con stupore le dichiarazioni di alcuni ex amministratori», afferma Romeo, sottolineando come le accuse mosse ignorino – o fingano di ignorare – alcuni elementi strutturali dell’attuale gestione finanziaria dell’ente. Al centro della replica vi è innanzitutto il Patto sottoscritto con il Governo, un accordo che impone precisi obblighi al Comune in termini di equilibrio dei conti e che limita fortemente la possibilità di intervenire sulle aliquote fiscali.
Secondo il sindaco, la polemica sulle tasse non tiene conto di questo quadro vincolante. Le aliquote, chiarisce, «non si possono abbassare» proprio perché gli impegni assunti lo impediscono. Un dettaglio tutt’altro che secondario, soprattutto se – come ricorda Romeo – quel Patto è stato firmato dagli stessi ex amministratori che oggi contestano l’operato della giunta in carica.
Il primo cittadino insiste su un punto: non si tratta di una scelta discrezionale dell’attuale amministrazione, ma di un obbligo giuridico e finanziario. Fingere indignazione, sostiene, significa ignorare consapevolmente regole note a chi ha governato la città negli anni precedenti. In questo senso, la replica assume anche un valore politico più ampio: richiama alla coerenza e alla memoria istituzionale, elementi essenziali in un confronto che dovrebbe essere basato sui fatti e non su slogan.
Il cuore della risposta di Romeo riguarda però il tema del gettito fiscale. Il sindaco parla di un aumento delle entrate nel 2025, spiegando che non si tratta di un “boom inventato”, bensì del risultato di un’azione mirata: l’ampliamento della platea dei contribuenti e il recupero di evasione fiscale rimasta per anni sostanzialmente inesplorata.
«Non è un miracolo: è amministrazione», afferma, rivendicando un principio di equità fiscale. L’argomento è chiaro: chi ha sempre pagato le imposte non può continuare a sostenere da solo il peso del bilancio comunale. Recuperare chi non ha mai versato, o lo ha fatto in maniera incompleta, significa ristabilire un equilibrio non solo contabile, ma anche sociale.
Nella replica non manca un affondo diretto verso chi oggi contesta i risultati. Romeo osserva come le accuse arrivino da chi, quando era alla guida della città, non è riuscito a rendere efficiente il sistema di riscossione. Firmare un piano di risanamento, sottolinea, non è sufficiente: è l’attuazione concreta che produce risultati. Il piano è uno strumento, non una garanzia automatica di successo.
Da qui l’invito, esplicito, a superare le polemiche sterili. Chi intende contribuire al futuro della città, afferma il sindaco, dovrebbe farlo avanzando proposte e non alimentando contestazioni che definisce infondate.
Vincoli finanziari stringenti, piani di riequilibrio e necessità di garantire servizi essenziali impongono scelte spesso impopolari. In questo quadro, il tema dell’evasione fiscale assume un valore centrale, perché rappresenta uno dei pochi margini di manovra disponibili per rafforzare le entrate senza gravare ulteriormente su chi già contribuisce.
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