Ministro Musumeci

ROMA – La richiesta dello stato di emergenza per la Calabria colpita dal maltempo è attualmente al vaglio delle strutture competenti. A confermarlo è stato Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, a margine della presentazione della proposta italiana per la strategia industriale marittima europea, tenutasi nella Capitale.

«C’è l’istruttoria in corso da parte del dipartimento», ha spiegato il ministro, chiarendo i passaggi istituzionali che precedono un’eventuale dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.

Secondo Musumeci, l’iter è ben definito dalla normativa vigente: è la Regione a formalizzare la richiesta al governo centrale quando ritiene di non poter fronteggiare autonomamente l’emergenza. A quel punto, spetta al Dipartimento della Protezione Civile condurre l’istruttoria tecnica, al termine della quale il Consiglio dei ministri valuta se dichiarare o meno lo stato di emergenza e, in caso positivo, attivare le prime risorse finanziarie necessarie.

Il ministro ha tuttavia invitato a un cambio di prospettiva, soprattutto nel modo di raccontare e affrontare questi fenomeni. «Non bisogna parlare più di eccezionalità. Non è qualcosa di ordinario, ma purtroppo dobbiamo convivere con questa amara realtà», ha affermato, sottolineando come gli eventi meteorologici intensi e ricorrenti rappresentino ormai una costante. Da qui la necessità, secondo Musumeci, di rafforzare non solo gli interventi strutturali, ma anche quelli di prevenzione cosiddetta “non strutturale”.

Un passaggio centrale del suo intervento riguarda proprio la cultura della prevenzione. «Abbiamo la necessità di adottare anche la prevenzione non strutturale, quella che si fa nelle scuole», ha rimarcato il ministro. L’educazione al rischio, la conoscenza dei comportamenti corretti in caso di emergenza e la consapevolezza delle fragilità del territorio diventano strumenti essenziali per ridurre l’impatto di alluvioni, frane e mareggiate, fenomeni che negli ultimi anni hanno colpito con particolare durezza diverse aree della Calabria.

Sul fronte operativo, Musumeci ha chiarito che i tempi di risposta alla richiesta di stato di emergenza non sono standardizzati. «Dipende dal dipartimento e dipende anche dal tipo di interventi che devono essere finanziati ed eseguiti», ha spiegato. Un elemento chiave, in questa fase, è la perimetrazione dettagliata delle aree danneggiate. «Manca ancora una perimetrazione dettagliata, anche se già il grosso è stato individuato», ha aggiunto, lasciando intendere che il lavoro tecnico è in fase avanzata ma non ancora concluso.

L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare, nei prossimi giorni, a un provvedimento successivo che consenta di passare dalla fase istruttoria a quella attuativa. «Stiamo lavorando perché si possa adottare il successivo provvedimento che sarà gestito, come vuole la legge, dai presidenti delle Regioni», ha precisato il ministro. In caso di dichiarazione dello stato di emergenza, saranno dunque le amministrazioni regionali a gestire operativamente le misure straordinarie, coordinando gli interventi sul territorio e l’utilizzo delle risorse stanziate.