SAN LUCIDO (CS) – La vicenda dell’ex ONPI di San Lucido, oggi Casa di Riposo “Casa Serena”, torna al centro del dibattito pubblico. A intervenire è Franco Nunziata, medico e direttore sanitario sanlucidano, con una presa di posizione netta che invita a distinguere tra errori attuali e responsabilità stratificate nel tempo. Il punto, sostiene Nunziata, non è solo politico: è tecnico, amministrativo e soprattutto sociale.
Nunziata riconosce senza ambiguità le criticità dell’attuale fase amministrativa, in particolare il rischio concreto di una possibile chiusura della struttura per la mancanza del contratto tra Comune e società di gestione. Tuttavia, respinge l’idea che l’intero peso della situazione debba ricadere sull’Amministrazione comunale in carica. «Per onestà politica e competenze tecniche – afferma – non è corretto attribuire tutte le responsabilità all’attuale Amministrazione De Tommaso, che ha ereditato i disastri di una mala politica locale protrattasi per almeno vent’anni».
Secondo il direttore sanitario, il degrado strutturale e organizzativo che oggi incide sui requisiti minimi della struttura affonda le radici in una lunga stagione di mancata manutenzione e scelte amministrative discutibili. Dalla guaina del terrazzo divelta o assente, con infiltrazioni d’acqua e rischi elettrici, ai frontalini privi di rivestimento e ai pluviali sottodimensionati; dai telai in cemento armato corrosi e mai ripristinati, alla scomparsa, nel tempo, di infissi, impianti idraulici e termosifoni. Un quadro che, prosegue Nunziata, non può essere liquidato come contingenza recente.
«Ritengo goffe ed impacciate le argomentazioni con le quali le Minoranze Comunali di San Lucido, maldestramente, stanno strumentalizzando una vera emergenza di rilevante interesse sociale, umano ed occupazionale per qualche voto in più, tralasciando di fare una analisi delle pregresse responsabilità di chi ha amministrato San Lucido nell’ultimo ventennio a partire da chi ha fatto perdere al nostro Comune il contributo regionale annuale relativo alla cosiddetta “quota storica” che doveva essere finalizzata alla gestione diretta della Struttura transitata dalla Regione Calabria al Comune di San Lucido ed a partire da chi, impropriamente, ha utilizzato il Personale finalizzato all’ assistenza agli Anziani in altri compiti e funzioni diverse nella Casa Comunale».
Che colpa ne ha l’Amministrazione De Tommaso, «verso la quale personalmente non sono stato mai tenero – si domanda Nunziata – se, da tanti anni il manto bituminoso del terrazzo presenta una guaina divelta in più punti ed, in altri, addirittura è mancante con conseguente infiltrazioni di acqua piovana ai piani ed alle pareti sottostanti e, finanche, con tracce di umidità ad alcuni corpi illuminanti con rischio elettrico? Se i frontalini del terrazzo sono privi di rivestimento ed i pluviali sono di piccolo diametro, se alcuni telai in cemento armato sono corrosi e mai ripristinati o, nel passato, sono spariti finestre, impianti idraulici e termosifoni? Se gli impianti elettrici non erano a norma, così come i locali esterni della caldaia ed i danni ai solai ed alle controsoffittature hanno fatto cadere polvere e calcinacci con pericolo igienico e di incolumità per Anziani e Personale?».
Il problema è che «chi ha governato negli ultimi 15-20 anni il Comune di San Lucido, proprietario dell’immobile e, quindi, obbligato alla sorveglianza ed alla manutenzione straordinaria non o ha fatto; chi doveva intervenire e non è intervenuto, nonostante più volte ufficialmente informato e sollecitato; chi ha autorizzato spese improprie per Personale in eccedenza e non previsto nel Regolamento Regionale o non ha mai effettuato la pulizia dei giardini e dei viali esterni invasi da erbacce, topi, serpenti e svariato materiale di risulta, compresi mezzi comunali in disuso e privi di assicurazione a guisa di deposito o discarica abusiva».
Ciò a parte, «che è roba del passato, oltre che del presente, chi ha impedito lo sviluppo della Struttura Socio Sanitaria “Ex ONPI) di San Lucido? Ho avuto personalmente l’occasione di trasferire all’ ONPI ben 40 Ospiti dell’Istituto Papa Giovanni di Serra d’Aiello e gli Amministratori dell’epoca me lo hanno bloccato; nel 2017, ho attivato le procedure istruttorie per elevare i 24 posti letto autorizzati della Casa di Riposo fino a ben 45 posti letto già con relativo parere regionale positivo e, ad oggi, le stanze rimangono ancora vuote con pareti umide e solai infiltrati di acqua; ho ottenuto, nel 2018, l’autorizzazione alla realizzazione, nell’altra ala della Struttura, di ben 20 posti letto di R.S.A. per Anziani, più altri ben 10 posti letto per i Disturbi del Comportamento Alimentare, più ben altri 13 posti letto per la cura della Sindrome Laterale Amiotrofica, più un Centro Diurno Anziani per ben 39 prestazioni al giorno e, dal 2018 ad oggi, nessuna Amministrazione Comunale è stata capace di realizzare queste enormi potenzialità che io avevo realizzato».
Detto questo, «ritengo che, dinanzi alla emergenza attuale, debba prevalere solo il senso della responsabilità e della collaborazione per salvare il salvabile e, aldilà delle strumentalizzazioni di Parte che a nulla servono, Ognuno debba fare quadrato intorno alle iniziative utili dell’attuale Amministrazione per scongiurare il pericolo di interruzione dell’assistenza agli Anziani ricoverati e la perdita del posto di lavoro dei Dipendenti della Casa di Riposo».
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