Il Tribunale di Catanzaro

CROTONE – Tra il rione Fondo Gesù e il quartiere rom di via Acquabona, a Crotone, corre una linea invisibile ma ben nota agli investigatori: quella dello spaccio di stupefacenti. È lungo questo asse urbano che, secondo l’accusa, per almeno tre anni — dal 2020 al 2023 — sarebbero transitati ingenti quantitativi di cocaina, eroina e marijuana, alimentando un mercato illecito capillare e strutturato. Un flusso continuo, quasi “fiumi di droga”, come emerso nella ricostruzione tracciata in aula, osservato a lungo sotto la lente degli inquirenti prima dell’intervento repressivo.

È lo scenario delineato dal pubblico ministero, della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, nel corso della requisitoria del processo celebrato con rito abbreviato e scaturito dall’inchiesta denominata “Grecale”. Un procedimento che punta a fare luce su una presunta organizzazione criminale radicata nel territorio crotonese, accusata di aver gestito in modo sistematico la vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti.
La mappa dello spaccio e il metodo investigativo

Secondo quanto illustrato in aula, Fondo Gesù e via Acquabona avrebbero rappresentato due vere e proprie piazze di spaccio, ciascuna con dinamiche e ruoli ben definiti. Zone urbane segnate da fragilità sociali, dove la domanda e l’offerta di droga avrebbero trovato terreno fertile, consentendo — stando alla tesi accusatoria — un’attività continuativa e redditizia.

L’indagine, coordinata dalla Dda, si sarebbe sviluppata attraverso un articolato lavoro di monitoraggio: osservazioni, riscontri investigativi e attività tecniche avrebbero permesso di ricostruire la rete dei contatti, le modalità di approvvigionamento e di distribuzione, nonché la suddivisione dei compiti all’interno del gruppo. Un quadro che, nella ricostruzione della Procura, restituisce l’immagine di un sistema organizzato, capace di rifornire stabilmente le due piazze di spaccio.

Al termine della requisitoria, il pm ha formulato una richiesta netta: la condanna di tutti i 46 imputati coinvolti nel procedimento. Una richiesta che sintetizza il peso delle accuse e il convincimento dell’accusa circa la solidità del materiale probatorio raccolto nel corso delle indagini.

A dover valutare le istanze della Procura sarà la giudice per l’udienza preliminare Sara Merlini del Tribunale di Catanzaro, chiamata a pronunciarsi nell’ambito di un processo che, per numeri e contenuti, rappresenta uno dei passaggi giudiziari più rilevanti degli ultimi anni sul fronte del contrasto al traffico di droga nel Crotonese.

Il rito abbreviato, come noto, comporta una definizione del processo allo stato degli atti, con l’eventuale riduzione della pena in caso di condanna. Un elemento che non attenua, tuttavia, la portata delle contestazioni, né il valore simbolico dell’azione giudiziaria intrapresa.

L’inchiesta “Grecale” si inserisce in un contesto più ampio di attenzione delle istituzioni verso i fenomeni di criminalità diffusa legati allo spaccio di stupefacenti. La ricostruzione proposta dall’accusa non si limita a individuare singole responsabilità, ma prova a restituire una fotografia complessiva del fenomeno, evidenziando come alcune aree urbane diventino, nel tempo, snodi strategici per il mercato della droga.

In questo senso, il procedimento assume un valore che va oltre le singole posizioni processuali: parla di controllo del territorio, di disagio sociale, di prevenzione e di necessità di risposte integrate — non solo repressive — da parte dello Stato e delle comunità locali.

Ora la parola passa al giudice. L’esito del processo dirà se l’impianto accusatorio reggerà al vaglio della giurisdizione e se le richieste di condanna avanzate dalla Dda verranno accolte. Qualunque sarà la decisione, resta il dato di fondo: il traffico di droga continua a rappresentare una delle principali sfide per la sicurezza e la coesione sociale di territori come quello crotonese.

Ma, ritornando alle richieste di condanna, le stesse sono state così formulate:

Carmine Adamo 6 anni di carcere; Damiano Amato, 12 anni; Vittorio Asteriti, 12 anni; Francesco Auditore, 5 anni e 4 mesi; Armando Bevilacqua, 10 anni; Domenico Bevilacqua,12 anni; Francesco Bevilacqua, 14 anni; Francesco Castelliti,4 anni; Mario Citati, 12 anni; Vincenzo Fiorini, 12 anni; Mario Vito Funaro, 4 anni e 8 mesi; Saverio Furiglio, 12 anni; Francesco Gallo, 4 anni e 8 mesi; Pasquale Greco, 5 anni e 4 mesi; Andrea Ahmed Laforgia, 9 anni e 4 mesi; Antonio Laratta, 20 anni; Francesco Laratta, 18 anni; Pantaleone Laratta, 12 anni; Francesco Macrì, 14 anni; Antonio Macrì, 8 anni; Fabio Marino, 11 anni e 4 mesi; Luigi Marino, 11 anni e 4 mesi; Pasquale Marino, 14 anni; Franceso Martino, 14 anni; Maurizio Marullo, 8 anni; Ermenegildo Andrea Misticoni, 20 anni; Antonio Passalacqua, 6 anni; Domenico Passalacqua, 5 anni e 4 mesi; Giancarlo Perri, 10 anni; Pasquale Piccolo, 6 anni; Michele Porto, 14 anni; Adolfo Proietto, 12 anni; Andrea Rizza, 4 anni; Antonio Romano, 8 anni e 8 mesi; Antonio Sacco, 4 anni; Salvatore Santoro, 20 anni; Mario Scarriglia, 14 anni; Pasquale Scarriglia, 11 anni e 4 mesi; Maria Scicchitano, 11 anni; Luca Screnci, 9 anni e 4 mesi; Bardhyl Shaba, 10 anni; Luca Raffaele Siniscalchi, 11 anni e 8 mesi; Sergio Sirianni, 5 anni e 4 mesi; Giuseppe Spagnolo, 6 anni; Maurizio Valente, 20 anni; e Giuseppe Vittimberga, 11 anni e 8 mesi.