TROPEA (VV) – Il mare, quando è in burrasca, non restituisce solo detriti e alghe. Talvolta riaffiora anche la parte più oscura delle rotte che lo attraversano. È un’immagine dura, quasi irreale, quella che arriva in queste ore dalle coste della Calabria tirrenica, dove il mare agitato ha riportato alla vista altri corpi senza vita, alimentando interrogativi e preoccupazione.
L’ultimo avvistamento è avvenuto al largo di Tropea, nella zona de Le Roccette. Due sagome sono state notate tra le onde da un gruppo di studenti di un istituto scolastico cittadino, che hanno immediatamente allertato i soccorsi. Uno dei due corpi, sospinto inizialmente verso la battigia, è stato poi nuovamente risucchiato dal mare a causa delle condizioni proibitive, rendendo impossibili le operazioni di recupero.
Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, i Carabinieri e la Capitaneria di Porto. Il mare in tempesta, tuttavia, non ha consentito di procedere oltre: la sicurezza degli operatori resta prioritaria e ogni tentativo di recupero è stato rinviato a un miglioramento delle condizioni meteo-marine.
Nella stessa mattinata, un ulteriore rinvenimento ha interessato la costa tirrenica cosentina. Sulla spiaggia del Comune di Paola è stato individuato un corpo in avanzato stato di decomposizione, del quale non è stato ancora possibile accertare il sesso. Anche in questo caso sono intervenute le forze dell’ordine per gli accertamenti di rito e per avviare le procedure previste in simili circostanze.
Con i due cadaveri avvistati al largo di Tropea, sale a cinque il numero dei corpi ritrovati in appena dieci giorni lungo il Tirreno calabrese. I precedenti casi risalgono all’8 febbraio a Scalea e a quattro giorni dopo ad Amantea. Una sequenza ravvicinata che non può passare inosservata e che impone una lettura attenta e prudente dei fatti.
Gli inquirenti stanno lavorando per chiarire le identità delle vittime e le cause dei decessi. Al momento non si esclude alcuna ipotesi, compresa quella di un possibile collegamento tra i diversi ritrovamenti, anche se ogni valutazione resta subordinata agli esiti degli accertamenti medico-legali e investigativi. Le condizioni dei corpi, spesso compromesse dalla lunga permanenza in mare, rendono il lavoro complesso e delicato.
Il contesto in cui maturano questi eventi è noto: il Tirreno meridionale è da anni una delle rotte più battute dai flussi migratori irregolari, ma anche un tratto di mare dove non sono rari incidenti, scomparse e naufragi che talvolta restano senza testimoni. Il mare restituisce ciò che custodisce, ma lo fa senza spiegazioni, lasciando agli uomini il compito di ricostruire storie spesso spezzate.
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