VIBO VALENTIA – Un presidio più solido, competente e coordinato contro la violenza di genere. È questo il senso dei due incontri formativi svoltisi il 16 e 17 febbraio nella sala conferenze dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, a Vibo Valentia, nell’ambito delle iniziative di prevenzione e contrasto promosse sul territorio provinciale.
L’iniziativa rappresenta un passaggio operativo concreto nel percorso avviato il 25 novembre 2025 con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa tra il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Vibo Valentia e l’Associazione Attivamente Coinvolte – APS, finalizzato a rafforzare la collaborazione istituzionale e a migliorare la qualità degli interventi in favore delle donne vittime di violenza.
Al centro degli incontri, la condivisione delle buone pratiche maturate dalle operatrici del Centro Antiviolenza “Attivamente Coinvolte” nelle diverse fasi della presa in carico: dall’ascolto qualificato alla valutazione dei fattori di rischio, fino all’attivazione di misure concrete di protezione e sostegno. Un lavoro che si fonda su competenze multidisciplinari e su una rete strutturata di volontarie specializzate e case rifugio presenti sul territorio, inserite anche nei circuiti nazionale D.i.Re. e regionale C.a.d.i.c., a garanzia di un supporto coordinato e continuo.
Ospiti del Tenente Colonnello Simone Puglisi, comandante del Reparto Operativo, la presidente dell’Associazione, Stefania Figliuzzi, e la vicepresidente, Maria Rosaria Juli, affiancate da 25 socie professioniste tra psicologhe, avvocate e assistenti sociali. Le loro competenze sono state messe a disposizione dei comandanti e vicecomandanti delle Stazioni Carabinieri dell’intera provincia di Vibo Valentia, primo presidio di ascolto e intervento per le vittime, soprattutto nelle aree più periferiche, dove l’assenza di ulteriori servizi di supporto è maggiormente avvertita.
La formazione ha consentito di approfondire aspetti tecnici e operativi fondamentali — come le modalità di ascolto protetto e la corretta valutazione del rischio — ma anche di rafforzare la conoscenza diretta e la fiducia reciproca tra i diversi attori coinvolti. Una sinergia indispensabile per garantire alle vittime un servizio realmente integrato, tempestivo ed efficace.
Il rafforzamento della rete territoriale assume un peso ancora maggiore alla luce dei dati del Comando Provinciale: nel solo mese di gennaio 2026 gli interventi per reati riconducibili alla violenza di genere hanno registrato un incremento del 133% rispetto alla media mensile del 2025. Numeri che impongono risposte strutturate e un costante investimento in prevenzione e formazione.
L’impegno dell’Arma dei Carabinieri su questo fronte è di lunga data. Già nel 2009 è stata istituita, nell’ambito del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RACIS), una struttura specializzata con una sezione dedicata agli atti persecutori, impegnata nello studio e nell’analisi del fenomeno, nella formazione, nella sensibilizzazione e nel supporto operativo. Un’attività svolta in costante collegamento con una Rete nazionale di monitoraggio, composta da personale altamente specializzato presso i Comandi Provinciali.
Anche l’Associazione “Attivamente Coinvolte – APS” affonda le proprie radici in un’esperienza consolidata: nata nel 2008 dall’attività di operatrici specializzate attive nei centri antiviolenza del Comune e della Provincia di Roma, opera esclusivamente grazie al lavoro volontario di socie professioniste, offrendo informazione, accoglienza, consulenza legale e psicologica e accompagnamento nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza.
In un contesto in cui i dati segnalano una crescita preoccupante del fenomeno, la collaborazione tra istituzioni e realtà specializzate del territorio non è solo una buona pratica, ma una necessità. Perché la tutela delle vittime passa, prima di tutto, dalla capacità di fare rete e di trasformare l’ascolto in protezione concreta.










































