COSENZA – Un colpo di pistola esploso in pieno giorno, una vittima ferita a una gamba mentre lavorava sulla pubblica via, mesi di indagini silenziose. È il quadro che fa da sfondo all’ordinanza di misura cautelare eseguita oggi, 18 febbraio 2026, dai Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza: arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico nei confronti di un indagato, ritenuto gravemente indiziato del delitto di detenzione e porto di arma clandestina. Un provvedimento che riporta al centro dell’attenzione il tema della circolazione illegale delle armi e della tutela della sicurezza nelle città.
L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza, trae origine da un episodio avvenuto il 25 novembre 2025. In quella data, all’indirizzo di un uomo impegnato in un’attività lavorativa su suolo pubblico, veniva esploso un colpo di arma da fuoco che lo colpiva alla gamba. Un fatto grave, per le modalità e per il contesto, che aveva immediatamente attivato le verifiche degli investigatori.
Gli accertamenti – svolti nella fase delle indagini preliminari – hanno consentito di ricostruire il contesto dell’aggressione e di individuare, sul piano della gravità indiziaria, l’autore del gesto. Si tratta del soggetto destinatario della misura cautelare, nei cui confronti il GIP del Tribunale di Cosenza ha disposto gli arresti domiciliari con controllo elettronico, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura.
L’ordinanza, emessa dal Giudice per le indagini preliminari, si fonda sulla ritenuta sussistenza della gravità indiziaria in ordine al delitto di detenzione e porto di arma clandestina. Si tratta di una misura che, come sempre in questa fase, non equivale a una condanna e che dovrà essere sottoposta al vaglio del contraddittorio processuale con la difesa.
Negli ultimi anni, le forze dell’ordine hanno intensificato le attività di controllo e prevenzione, puntando non solo alla repressione dei reati ma anche alla ricostruzione delle filiere illegali di approvvigionamento delle armi. In questo senso, ogni indagine che giunge a una misura cautelare contribuisce a rafforzare il presidio di legalità sul territorio.
Il lavoro svolto dal Comando Provinciale di Cosenza, sotto la direzione della Procura, si inserisce in un quadro istituzionale che affida alla magistratura e alle forze di polizia il compito di intervenire con tempestività e rigore. L’adozione del braccialetto elettronico, strumento sempre più utilizzato nelle misure non custodiali in carcere, risponde all’esigenza di coniugare controllo e proporzionalità, evitando il ricorso alla detenzione intramuraria quando non strettamente necessario.









































