SCALEA (Cs) – Una delibera che pesa sui bilanci familiari e riapre il dibattito sul rapporto tra qualità dei servizi e sostenibilità dei costi. Con la Deliberazione di Giunta n. 10 del 29 gennaio 2026, il Comune di Scalea ha approvato la nuova manovra tariffaria e tributaria per l’anno in corso. Un provvedimento che, secondo il gruppo consiliare Scalea Oltre, si traduce in una serie di aumenti sui servizi scolastici essenziali.
Il primo capitolo riguarda il trasporto scolastico. Fino al 2024, le tariffe mensili erano ferme a 15 euro per le famiglie con un solo figlio e a 11 euro per chi ne aveva due o più. Con la manovra 2026, il costo sale rispettivamente a 20 e 15 euro. Un incremento che, in termini percentuali, si attesta intorno al 33% per il primo caso e al 36% per il secondo.
Un “adeguamento” che la Giunta comunale definisce necessario, ma che l’opposizione interpreta come un rincaro significativo, soprattutto in un contesto economico già complesso per molte famiglie.
Non meno rilevante è l’intervento sulla refezione scolastica. Dal 2021 al 2025 il prezzo del pasto era rimasto stabile a 2,50 euro. Dal 2026, invece, la tariffa sale a 3 euro a pasto, con un aumento del 20%. Un ritocco apparentemente contenuto, ma che, moltiplicato per i giorni di frequenza, incide in modo concreto sui costi annuali sostenuti dai nuclei familiari.
In sintesi, la manovra prevede:
– trasporto scolastico per un minore a 20 euro al mese (+33%);
– trasporto scolastico per due o più minori a 15 euro al mese (+36%);
– refezione scolastica a 3 euro a pasto (+20%).
Il gruppo consiliare Scalea Oltre parla di aumenti “indiscriminati” e contesta il metodo adottato dall’Amministrazione di Mario Russo: prima i rincari, poi la richiesta di confronto e proposte. Una linea che, secondo i consiglieri di opposizione, scarica sulle famiglie il peso delle scelte di bilancio, chiedendo successivamente comprensione e condivisione.
Tra un autobus più caro e un pasto più salato, la manovra tariffaria 2026 apre una riflessione più ampia sul modello di gestione dei servizi pubblici locali. Crescita e rilancio passano inevitabilmente anche dalle tariffe, ma la domanda resta sul tavolo: a chi giova davvero questa “rinascita” e quanto è equamente distribuito il suo costo?









































