REGGIO CALABRIA – Un’operazione mirata, costruita nel tempo e culminata con arresti che segnano un nuovo punto fermo nel contrasto alla criminalità organizzata nel Reggino. È questo il quadro che emerge dall’operazione “Risiko”, condotta dal Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri sotto la direzione della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Un’indagine che ha portato all’arresto di sette persone, indagate a vario titolo per associazione mafiosa, danneggiamento ed estorsione, reati aggravati dal metodo mafioso.
I dettagli dell’inchiesta saranno illustrati ufficialmente venerdì 21 febbraio 2026, alle ore 9.00, presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, in via Aschenez 3. Un momento di chiarezza istituzionale atteso, che consentirà di comprendere la portata dell’operazione eseguita lo scorso 17 febbraio e il contesto criminale nel quale si inserisce.
Secondo quanto emerge dalle informazioni finora disponibili, l’operazione “Risiko” avrebbe colpito un sodalizio criminale strutturato, capace di esercitare un controllo pervasivo sul territorio attraverso minacce, atti intimidatori e richieste estorsive. Condotte non episodiche, ma riconducibili a una strategia sistematica, volta a imporre un clima di soggezione e a condizionare attività economiche e rapporti sociali.
Determinante, come spesso accade nelle indagini di maggiore complessità, il lavoro del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, reparto d’élite dell’Arma specializzato nella lotta alle mafie e al terrorismo. L’attività investigativa, sviluppata con metodi tradizionali e strumenti avanzati di analisi, si è svolta sotto il coordinamento costante della Direzione distrettuale antimafia, confermando il modello operativo che negli anni ha garantito risultati significativi nel contrasto alla ’ndrangheta.
L’aggravante del metodo mafioso contestata agli indagati rappresenta un elemento centrale dell’impianto accusatorio: non solo singoli reati, ma comportamenti inseriti in una logica di dominio, fondata sulla forza intimidatrice del gruppo e sulla capacità di generare omertà.









































