violenza su donna

CATANZARO – Una telefonata che arriva di notte. Una voce che trema, abbassa il tono per non farsi sentire. Dall’altra parte non c’è un centralino impersonale, ma qualcuno che ascolta davvero. È da questo gesto semplice – e decisivo – che prende forma A.S.C.O.L.T.A. – Accoglienza, Supporto, Consulenza, Orientamento, Laboratori, Tutela, Assistenza, il progetto che a Catanzaro rafforza la rete di protezione per le donne vittime di violenza, trasformando l’ascolto in azione e l’emergenza in percorso.

Promosso dal Centro Calabrese di Solidarietà ETS per il potenziamento del Centro Antiviolenza Mondo Rosa, il progetto è finanziato dalla Regione Calabria e ha una durata di dodici mesi. L’obiettivo è chiaro: ampliare e rendere più efficaci i servizi già attivi sul territorio, intervenendo prima che la violenza produca conseguenze irreparabili. Non un’iniziativa simbolica, ma un investimento strutturale su prevenzione, protezione e autonomia.

Il primo presidio è l’ascolto. Il servizio di accoglienza telefonica, gestito da operatrici specializzate in violenza di genere, garantisce ascolto attivo e valutazione immediata del rischio. Attraverso il numero nazionale 1522, attivo 24 ore su 24, le donne trovano una risposta competente e riservata, capace di attivare rapidamente i passaggi necessari in caso di pericolo.

Alla telefonata seguono i colloqui di prima accoglienza, pensati per leggere con attenzione la situazione personale e definire un percorso individualizzato di sostegno. In questa fase vengono offerte consulenze specialistiche e, quando necessario, l’accesso a un’accoglienza protetta in Casa Rifugio, strumento essenziale di tutela nei casi di rischio elevato.

Al centro del progetto c’è la ricostruzione della persona. L’assistenza psicologica, affidata a professioniste con esperienza specifica, consente di elaborare il trauma, ricostruire l’autostima e rimettere in moto le risorse personali spesso compromesse da anni di sopraffazione. Non si tratta soltanto di superare una fase critica, ma di riaprire una prospettiva di futuro.

Accanto al supporto psicologico si sviluppa il sostegno sociale: un accompagnamento attento nella fruizione dei servizi di protezione e assistenza, nel rispetto dell’identità culturale e delle scelte della donna. Un aiuto personalizzato che rimette in circolo dignità e speranza, evitando soluzioni standardizzate e favorendo l’adesione consapevole al percorso.

L’azione è multidisciplinare e integrata. Assistenti sociali, psicologhe, avvocate ed educatrici lavorano in rete con forze dell’ordine, servizi sanitari, consultori e servizi sociali territoriali. La collaborazione assicura tutela legale, protezione e continuità dell’intervento nei passaggi più delicati dell’uscita dalla violenza, riducendo i rischi di isolamento e ricaduta.

Un capitolo decisivo riguarda l’autonomia economica. Attraverso il bilancio di competenze e l’orientamento al lavoro, A.S.C.O.L.T.A. accompagna le donne nella ricerca attiva di occupazione, prevedendo percorsi formativi, tirocini e misure di sostegno all’autonomia abitativa. La libertà, qui, non è un concetto astratto: passa dalla possibilità concreta di disporre di un reddito e di uno spazio sicuro in cui ricominciare.

Il progetto non si limita a proteggere: mira a restituire forza e centralità. L’accompagnamento verso la consapevolezza delle proprie risorse è il filo conduttore di ogni intervento, perché l’uscita dalla violenza diventi stabile e duratura.

stefaniasapienza@calabriainchieste.it