Comune di Cetraro

CETRARO (Cs) – A Cetraro il dibattito politico si accende attorno allo stato reale delle casse comunali. Il Coordinamento cittadino di Italia del Meridione – Sezione di Cetraro interviene con una nota articolata e densa di interrogativi, chiedendo chiarezza all’Amministrazione in vista del Consiglio comunale convocato per giovedì 26 febbraio 2026, quando sarà discussa e approvata la “Relazione Trimestrale del Revisore dei Conti, relativa al Terzo Trimestre 2025”.

Un passaggio obbligato per i Comuni in dissesto, previsto dall’art. 7 del D.M. n. 23214, ma che secondo la forza politica potrebbe trasformarsi in un momento di verità pubblica sullo stato di salute finanziaria dell’Ente, al termine del primo esercizio finanziario dell’attuale consiliatura.

La delibera che fa discutere

Nel mirino del partito finisce in particolare la Deliberazione di Giunta n. 3 dell’8 gennaio 2026, avente ad oggetto: “Anticipazione di Tesoreria, anno 2026 (art. 222 del TUEL) ed Autorizzazione al Tesoriere ad utilizzare, in termini di Cassa, le Entrate aventi specifica destinazione (art. 195 del TUEL)”.

Una formula tecnica che, tradotta sul piano politico, apre interrogativi non secondari. L’art. 195 del TUEL consente infatti, in casi eccezionali, l’utilizzo in termini di cassa di somme vincolate, con l’obiettivo di garantire la continuità amministrativa in situazioni di tensione finanziaria e temporanea carenza di liquidità. Una misura difensiva, non ordinaria. Ed è proprio qui che si inserisce la contestazione di IDM.

“Dove sta la verità?”

Nella nota si sottolinea come l’assessora al Bilancio, Mariella Aita, abbia recentemente dichiarato in un’intervista a un giornale online che le casse comunali sarebbero solide, arrivando a parlare di un “tesoretto da 4 milioni di Euro” e di una stabilità economico-finanziaria senza precedenti nella storia democratica cittadina. Parole che mal si concilierebbero con il ricorso allo strumento dell’art. 195.

“Come si può pensare di conciliare, per mesi 6 – si chiede IdM nella nota – il ricorso allo strumento salvifico dell’art. 195 con le disinvolte ed esponenziali dichiarazioni della titolare della delega al Bilancio, che rivela, senza freno alcuno, che nella sua celestiale gestione le Casse comunali possono vantare l’accumulo di un tesoretto da 4 milioni di Euro e una stabilità economico-finanziaria, così come mai avvenuto nella lunga storia democratica della nostra Massima Istituzione?”

Il Coordinamento richiama inoltre la finalità concreta dell’atto: sospendere per sei mesi, rinnovabili, la possibilità per eventuali creditori di procedere a pignoramenti anche su somme aventi vincolo di destinazione, riservandole all’Ente per garantire l’erogazione dei servizi essenziali.

Da qui la domanda centrale: se davvero esistono 4 milioni di euro disponibili, perché attivare una procedura che, nello spirito della norma, rappresenta una “eccezione” e non un “obbligo contabile di natura ordinaria”?

 Servizi a rischio o solidità finanziaria?

Il documento richiama anche precedenti prese di posizione dello stesso partito, quando si era parlato di “scarsa liquidità disponibile”, di “rischio di sospensione dei servizi, di possibile arresto della integrale attività dell’Ente”.

Oggi, alla luce delle dichiarazioni dell’assessora, quelle preoccupazioni verrebbero definite “fuori scala”. Ma il dubbio resta. “Sarebbe particolarmente bello e doveroso che la citata Assessore sentisse il dovere istituzionale… di confermare queste liete e confortanti realtà amministrative”, scrive il Coordinamento, auspicando che la seduta consiliare diventi occasione di chiarimento definitivo.

Il tema non è soltanto tecnico, ma politico e simbolico: l’utilizzo delle somme vincolate, in un Comune che attraversa il percorso di risanamento finanziario sotto la supervisione dell’Organo Straordinario di Liquidazione nominato dal Presidente della Repubblica, rappresenta un passaggio delicato.

“L’ultima parola spetta all’assessora”

Un ulteriore elemento sottolineato nella nota riguarda l’immediata eseguibilità della Delibera n. 3 dell’8 gennaio 2026: il provvedimento è già operativo, e il processo amministrativo è in atto. “Per intanto, ad oggi, l’unica cosa certa è che… è stata votata l’immediata eseguibilità. Per cui, il processo amministrativo è già in atto!”, rimarca il Coordinamento.

Resta dunque attesa la discussione in AulaSe davvero le casse comunali possono vantare un accumulo di 4 milioni di euro, come dichiarato, la città merita di conoscere nel dettaglio consistenza, natura e reale disponibilità di quelle somme.

“L’ultima parola spetta, a tal punto, alla cauta e premurosa abilità della assessora al Bilancio!”, conclude la nota. A Cetraro il confronto è aperto. E questa volta, più che mai, i numeri dovranno parlare con chiarezza.

fiorellasquillaro@calabriainchieste.it