Un'auto in fiamme

AMANTEA (CS) – Sei auto date alle fiamme in poco più di due mesi non sono un dettaglio statistico. Sono un segnale. Ad Amantea la sequenza di incendi dolosi, concentrata in un arco temporale ristretto, ha acceso un campanello d’allarme che va oltre la cronaca nera e tocca il cuore della convivenza civile. È in questo contesto che i consiglieri comunali di minoranza hanno deciso di rompere gli indugi e chiedere una risposta istituzionale immediata.

Il 25 febbraio 2026 i consiglieri comunali di minoranza – Alessia Martire, Emilia Di Tanna, Orazio Mannarino, Arturo Suriano, Mario Bruno e Salvatore Campanella – hanno protocollato una richiesta formale di consiglio comunale urgente presso il Comune di Amantea. La motivazione è chiara e diretta: l’ennesimo atto incendiario, il sesto, verificatosi tra domenica e lunedì, impone una riflessione pubblica sul tema della sicurezza urbana e della vivibilità in città.

Nel documento, i firmatari parlano esplicitamente di “fatti delittuosi accaduti in città” e sottolineano la necessità di affrontare la questione in una sede istituzionale, con un confronto aperto e approfondito. Non una seduta ordinaria, ma un consiglio d’urgenza, da tenersi alla presenza delle rappresentanze di tutte le forze dell’ordine territoriali. L’obiettivo dichiarato è creare un dialogo strutturato tra amministrazione comunale e apparati di controllo del territorio, per analizzare quanto sta accadendo e individuare possibili risposte.

Il dato numerico, da solo, racconta già molto: sei episodi in circa due mesi e mezzo. Troppi per essere liquidati come eventi isolati o casuali. Ogni incendio porta con sé un carico di paura e di incertezza, soprattutto quando colpisce beni privati in spazi urbani vissuti quotidianamente. È la percezione di insicurezza, prima ancora del danno materiale, a minare la fiducia dei cittadini nella normalità della vita cittadina.

La richiesta della minoranza si muove su un terreno istituzionalmente corretto e, al tempo stesso, politicamente significativo. Chiedere la convocazione urgente del consiglio comunale significa riconoscere che il tema non riguarda soltanto l’ordine pubblico in senso stretto, ma investe la responsabilità politica dell’ente locale. La sicurezza urbana, infatti, è un ambito complesso, che intreccia prevenzione, presenza sul territorio, illuminazione pubblica, videosorveglianza, politiche sociali e capacità di ascolto delle comunità.

Nel testo protocollato emerge anche un elemento metodologico: il coinvolgimento diretto delle forze dell’ordine non come semplice atto formale, ma come occasione di confronto. È un passaggio tutt’altro che scontato. Significa portare in aula dati, valutazioni operative, limiti e possibilità dell’azione di controllo, mettendoli a sistema con le scelte amministrative. In altre parole, trasformare l’emergenza percepita in un momento di analisi condivisa.

Sul piano politico, la mossa della minoranza apre inevitabilmente un dibattito più ampio. Da un lato, la richiesta intercetta un sentimento diffuso tra i cittadini, che chiedono risposte visibili e rassicuranti. Dall’altro, chiama la maggioranza e l’amministrazione comunale a una presa di posizione chiara, evitando sia il rischio di minimizzare gli eventi sia quello di cavalcarli con toni allarmistici. La linea di equilibrio, in questi casi, è sottile ma necessaria.

Non va dimenticato, inoltre, che Amantea è una città con una forte dimensione comunitaria e una vocazione turistica che rende la questione della sicurezza ancora più delicata. Episodi ripetuti di violenza o vandalismo incidono sull’immagine del territorio e sulla qualità della vita, elementi che richiedono una tutela costante e lungimirante.

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