TORTORA (CS) – Un territorio che sceglie di non voltarsi dall’altra parte e di organizzarsi attorno ai valori della legalità e della memoria. È questo il senso dell’assemblea pubblica in programma lunedì 2 marzo, alle ore 16.30, a Tortora, per la costituzione del nuovo presidio di Libera dell’Alto Tirreno cosentino, intitolato a Giannino Losardo, vittima innocente della ’ndrangheta, ancora oggi in attesa di piena verità e giustizia.

L’iniziativa si svolgerà presso l’Istituto tecnico per il Turismo “Ugo Calvanese” di Tortora, e rappresenta un passaggio significativo nel percorso di radicamento di Libera in un’area complessa e strategica come quella dell’Alto Tirreno cosentino. Il nuovo presidio abbraccerà un territorio ampio, che va da Belvedere Marittimo fino a Tortora, con l’obiettivo di costruire una rete stabile di cittadinanza attiva.

La scelta di intitolare il presidio a Giannino Losardo non è solo simbolica, ma profondamente politica e civile. Losardo pagò con la vita il coraggio di denunciare pubblicamente le connivenze tra le ’ndrine locali e settori deviati delle istituzioni, dell’economia e della politica. Richiamarne il nome significa assumere un impegno preciso: fare della memoria uno strumento vivo, capace di orientare l’azione quotidiana e di richiamare ciascuno alle proprie responsabilità.

Il nascente presidio si propone come punto di aggregazione per cittadini, associazioni, scuole e realtà sociali che condividono i principi fondanti di Libera. Al centro dell’azione vi saranno la promozione della cultura della legalità come pratica concreta e quotidiana, la conoscenza delle storie delle vittime innocenti delle mafie, la difesa e il rafforzamento della giustizia sociale.

Un’attenzione particolare sarà riservata al tema del riuso pubblico e sociale dei beni confiscati, considerati non solo come risorsa economica, ma come segno tangibile della restituzione alla collettività di ciò che la criminalità organizzata ha sottratto.

L’assemblea di Tortora si inserisce in un contesto regionale che vede Libera Calabria impegnata da anni in un lavoro paziente di costruzione di comunità consapevoli, capaci di leggere i fenomeni mafiosi nella loro evoluzione e di contrastarli attraverso strumenti culturali, educativi e sociali. In questo quadro, il presidio dell’Alto Tirreno cosentino ambisce a diventare un laboratorio permanente di partecipazione, capace di dialogare con le istituzioni locali e di stimolare un protagonismo diffuso.

All’incontro prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni e delle realtà associative del territorio, a testimonianza di una volontà condivisa di fare rete. A concludere i lavori sarà Tatina Giannone, componente dell’Ufficio di Presidenza e referente del settore nazionale Beni confiscati di Libera, il cui intervento offrirà una visione complessiva sulle sfide e sulle opportunità legate alla gestione sociale dei patrimoni sottratti alle mafie.

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