PAOLA/FUSCALDO (Cs) – La sicurezza stradale non è solo una questione di norme, ma di responsabilità collettiva. A Paola, lungo uno dei tratti più delicati del territorio comunale, questo principio si è tradotto in un’azione concreta: controlli mirati e congiunti per verificare il rispetto di un’ordinanza che, per contenuti e finalità, rappresenta un segnale forte nel panorama calabrese (https://www.calabriainchieste.it/2026/01/24/sicurezza-stradale-a-paola-ordinanza-pilota-in-calabria-giubbotto-catarifrangente-obbligatorio-per-i-pedoni/)
Facendo seguito all’ordinanza n. 12 del 22 gennaio 2026, emanata dal sindaco di Paola, Roberto Perrotta, nella giornata odierna sono stati intensificati i controlli congiunti da parte delle Polizie Locali di Paola e di Fuscaldo.
Le pattuglie hanno operato, con professionalità e garbo, in una sorta di operazione largo raggio con più unità sia lungo il tratto della Strada Statale 18 che collega i due centri tirrenici, sia nel rione Sant’Agata-contrada Tina, area di confine tra le due municipalità. L’attività si è concentrata sulla verifica del rispetto delle prescrizioni introdotte dall’ordinanza, che impongono a pedoni, ciclisti e utilizzatori di monopattini elettrici l’obbligo di indossare il giubbotto catarifrangente nelle ore serali e notturne.
Il provvedimento amministrativo affonda le sue radici nell’analisi della quotidianità urbana. Paola è attraversata da arterie ad alta percorrenza, spesso prive di marciapiedi e caratterizzate da un’illuminazione non sempre adeguata. In questo contesto, come segnalato dalla Polizia Locale e da numerosi cittadini, è frequente la presenza di pedoni, biciclette e monopattini elettrici lungo il margine della carreggiata, soprattutto nelle ore crepuscolari e notturne.
La situazione diventa particolarmente critica lungo la SS 18, nel tratto di confine con Fuscaldo, dove il flusso continuo di veicoli si intreccia con la mobilità pedonale, anche in relazione alla presenza di strutture di accoglienza e di servizi. I dati del Comando di Polizia Locale registrano sinistri stradali con danni e lesioni riconducibili a questo scenario, rafforzando la necessità di un intervento preventivo.
L’ordinanza si fonda sull’articolo 54 del Testo unico degli enti locali, che attribuisce al sindaco, quale ufficiale di Governo, il potere di adottare provvedimenti contingibili e urgenti per prevenire gravi pericoli per l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana. In tale cornice, l’amministrazione comunale ha individuato nel giubbotto catarifrangente uno strumento semplice ma efficace per aumentare la visibilità e ridurre il rischio di incidenti.
Nel dettaglio, ai pedoni che circolano su strade statali, provinciali e urbane del Comune di Paola prive di marciapiedi, compresi i tratti in galleria, è imposto l’obbligo di indossare un giubbotto conforme alle norme UNI EN 471 da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba. Per i conducenti di velocipedi e monopattini elettrici, l’obbligo è già previsto dal Codice della Strada, in particolare dall’articolo 182, nelle medesime fasce orarie.
Nel panorama regionale, iniziative di questo tipo risultano ancora poco diffuse. Le strade urbane ed extraurbane calabresi sono sempre più interessate da una mobilità mista: automobili, motocicli, biciclette, monopattini elettrici e pedoni condividono spazi spesso inadeguati. In assenza di infrastrutture moderne e percorsi protetti, la visibilità diventa un fattore determinante per la sicurezza.
L’ordinanza di Paola non introduce un divieto fine a se stesso, ma punta a responsabilizzare tutti gli utenti della strada, intervenendo su un rischio oggettivo e documentato. Le sanzioni amministrative previste vanno da 25 a 500 euro, con pagamento in misura ridotta fissato in 50 euro, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente. I controlli sono affidati al Corpo di Polizia Locale e alle altre forze di polizia competenti.
L’esperienza di Paola apre una riflessione più ampia sul tema della sicurezza stradale in Calabria. In territori dove le infrastrutture faticano a tenere il passo con l’evoluzione della mobilità, la prevenzione passa anche da scelte sobrie ma coraggiose. Rendere visibili i pedoni significa riconoscere la complessità della strada contemporanea e ribadire un principio antico quanto attuale: la sicurezza non è un’imposizione, ma un dovere condiviso.











































