Home Calabria Casa Serena “è salva”: l’amministrazione annuncia, esulta e rimanda. I dettagli? A...

Casa Serena “è salva”: l’amministrazione annuncia, esulta e rimanda. I dettagli? A data da destinarsi

A San Lucido l’amministrazione esulta per una gestione semestrale dell’ex Onpi, ma restano aperti nodi cruciali su tempi, modalità e prospettive future.

SAN LUCIDO (Cs) – C’è una formula ormai consolidata nella comunicazione pubblica: l’annuncio trionfale senza spiegazione. Un classico intramontabile, che l’Ufficio relazioni con il pubblico del Comune di San Lucido ha recentemente riproposto con rinnovato entusiasmo, annunciando sui social che Casa Serena ex Onpi “è salva”, tra punti esclamativi, cuori rossi e promesse di chiarimenti futuri.

Una bellissima notizia, viene assicurato. Così bella, in effetti, da non aver bisogno – almeno per ora – di dettagli.

L’arte del fumo: molto entusiasmo, poche informazioni

Il post istituzionale parla di aggiudicazione della gestione per sei mesi, definita come un “risultato straordinario”, ottenuto “nel minor tempo possibile” dall’amministrazione guidata dal sindaco Cosimo De Tommaso.

Nulla da eccepire sull’ottimismo. Più complesso, invece, comprendere in cosa consista concretamente l’operazione.

Chi sono i nuovi gestori? Con quali condizioni economiche? A quale titolo giuridico? Cosa accadrà allo scadere dei sei mesi? Qual è il piano “definitivo” evocato ma non illustrato? Quanto pagheranno gli ospiti.

Domande banali, forse. Talmente banali da poter attendere “i prossimi giorni”.

Sei mesi di gestione: soluzione o rinvio ben confezionato?

L’amministrazione parla di tutela dei posti di lavoro e di salvaguardia della salute degli anziani. Obiettivi nobili, che nessuno mette in discussione. Ma anche in questo caso, il racconto si ferma alla soglia delle buone intenzioni.

Perché sei mesi? È una proroga tecnica? Un affidamento ponte? Una procedura emergenziale? E soprattutto: quale problema viene risolto oggi, e quale viene semplicemente rimandato a domani?

Il sospetto – legittimo – è che si sia scelto di celebrare il titolo prima di scrivere il contenuto.

La comunicazione come esercizio di fiducia cieca

Il passaggio più interessante del post è forse quello in cui si dichiara di aver “allontanato il clima di incertezza e di strumentalizzazione”.

Un’affermazione curiosa, considerando che l’incertezza nasce proprio dall’assenza di informazioni e che la trasparenza, di norma, è il miglior antidoto a qualsiasi strumentalizzazione. Invece, si chiede ai cittadini un atto di fede: fidatevi ora, capirete poi.

Quando? Presto. Quanto presto? “Nei prossimi giorni”. Viva San Lucido, ma spiegateci perché

Nessuno nega che Casa Serena rappresenti una questione delicata, complessa, carica di responsabilità sociali. Proprio per questo, ogni passaggio meriterebbe chiarezza immediata, non annunci emozionali a puntate.

L’amministrazione ha certamente il diritto di rivendicare il proprio operato. Ma ha anche il dovere – seduta stante – di spiegare cosa ha fatto, come, con chi e per quanto tempo.

Perché le buone notizie, quando sono davvero tali, non hanno paura dei dettagli. Il fumo, invece, sì. E a San Lucido, più che i cuori rossi, servirebbero documenti, atti e spiegazioni. Magari subito. Non “a prestissimo”.