Home Calabria Acqua e sprechi a Fuscaldo: Luigi Suma incalza la Giunta Middea

Acqua e sprechi a Fuscaldo: Luigi Suma incalza la Giunta Middea

Perdite idriche, pozzi e costi pubblici: i numeri e le criticità evidenziate dall’avvocato Luigi Suma sulla gestione dell’emergenza acqua.

FUSCALDO (Cs) – Settanta litri d’acqua al minuto che si disperdono in montagna, mentre ai rubinetti dei cittadini arriva il razionamento. È da questa contraddizione, documentata e numeri alla mano, che prende le mosse l’analisi dell’avvocato Luigi Suma, successiva e comunque integrativa dell’intervento video diventato virale sui canali di Calabria Inchieste (https://www.facebook.com/share/v/1bU6UbRbTZ/?mibextid=wwXIfr). Un contributo che riaccende il dibattito sulla gestione della risorsa idrica a Fuscaldo, tra scelte amministrative, costi sostenuti e interrogativi ancora aperti.

Secondo quanto ricostruito dall’avvocato Suma, da un punto della rete idrica in area montana – difficilmente accessibile – fuoriuscirebbero circa 70 litri d’acqua al minuto. Tradotto su base giornaliera, si tratta di oltre 100 mila litri dispersi, una quantità che potrebbe coprire il fabbisogno di circa 500 persone. Un dato che chiama in causa la rete e il rapporto con il gestore regionale, SO.RI.CAL., e che avrebbe richiesto, secondo Suma, verifiche puntuali sui volumi effettivamente erogati e su quelli che raggiungono le vasche di accumulo.

La strada intrapresa dall’amministrazione comunale è stata invece diversa: razionamento idrico ai cittadini e realizzazione di nuovi interventi strutturali. Due pozzi e la riattivazione di un serbatoio già esistente in località Chiusa, per un costo inizialmente stimato – ribasso incluso – in poco più di 20 mila euro. I numeri finali raccontano però altro, secondo la denuncia del professionista: i tre interventi avrebbero comportato una spesa complessiva di oltre 50 mila euro, a cui si aggiunge il costo di una elettropompa sommersa superiore ai 7 mila euro.

Sul piano tecnico e amministrativo, l’analisi solleva ulteriori criticità. Non risulterebbero pubblici né gli esiti della perforazione in località Cotugni né i dati sulla portata effettiva del pozzo realizzato nell’area dei campetti polivalenti di Fuscaldo centro. Ancora più delicata la questione delle analisi sulla qualità dell’acqua e delle eventuali autorizzazioni preventive e progettazioni, che dagli atti non emergerebbero in modo chiaro.

Il quadro che ne deriva è quello di una gestione emergenziale che rischia di trasformarsi in spreco di risorse pubbliche, soprattutto se confrontata con gli impegni di programmazione annunciati in campagna elettorale nel 2021. Resta ora un auspicio minimo ma essenziale, sottolinea Luigi Suma: che l’amministrazione «garantisca almeno la pulizia, la disinfezione delle vasche e controlli periodici sulla qualità dell’acqua». Perché, come ricorda implicitamente questa vicenda, «prima ancora di scavare nuovi pozzi servirebbe andare a fondo nelle perdite già esistenti».