REGGIO CALABRIA – Un intervento di routine che si trasforma in violenza. È quanto accaduto sabato 28 febbraio a Reggio Calabria, dove alcuni operatori della Polizia di Stato sono stati brutalmente aggrediti durante la notifica di un atto nel Rione Marconi. Un episodio che riaccende il dibattito sulla sicurezza degli agenti e sulla presenza dello Stato nei contesti urbani più complessi.
A intervenire con una nota ufficiale firmata dal segretario generale provinciale Giuseppe De Stefano, è la Segreteria provinciale del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia di Reggio Calabria, che ha espresso «la massima vicinanza e solidarietà» ai colleghi rimasti feriti. Il sindacato parla di un fatto di «estrema gravità», inserito in un clima di crescente ostilità verso le forze dell’ordine, dove l’attività quotidiana rischia sempre più spesso di degenerare in episodi di violenza.
Secondo il Siulp, non è accettabile che l’aggressione a un pubblico ufficiale venga considerata un rischio quasi fisiologico del servizio. «Chi tocca una divisa colpisce l’essenza stessa della democrazia», si legge nel comunicato, richiamando il valore simbolico e istituzionale del lavoro svolto dagli agenti nei quartieri più difficili della città.
Il sindacato ribadisce il valore del progetto di presenza attiva della Polizia di Stato sul territorio, che non si limita alla repressione dei reati ma mira a ristabilire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. In questa prospettiva, viene chiesto con forza il potenziamento degli organici, una maggiore tutela legale e operativa per gli agenti impegnati in contesti degradati e l’introduzione di sanzioni «certe e immediate» contro chi ricorre alla violenza.
Un passaggio centrale riguarda la necessità di una più stretta sinergia tra le istituzioni per il recupero delle cosiddette “aree franche”, affinché la legalità torni a essere percepita come un diritto dei cittadini e non come un’imposizione estranea al tessuto sociale. Da qui l’auspicio della riapertura del Posto di Polizia nel quartiere di Arghillà e, laddove possibile, dell’istituzione di un Commissariato sezionale, considerati presidi fondamentali e simboli concreti della presenza dello Stato.
La sicurezza, ricorda il Siulp, non è soltanto un compito delle autorità ma un diritto sancito dalla Costituzione, condizione indispensabile per l’esercizio di ogni altra libertà democratica. In questo quadro, il ringraziamento ai cittadini e alle realtà sociali che hanno manifestato solidarietà agli agenti feriti assume un valore che va oltre il singolo episodio: è il segnale che il legame tra Stato e comunità può e deve essere ricostruito, partendo dal rispetto reciproco e dalla tutela di chi ogni giorno opera in prima linea.









































