Ministro Crosetto

Il rientro in Italia del ministro della Difesa Guido Crosetto dal Golfo Persico, dopo essere rimasto bloccato a Dubai insieme a centinaia di connazionali a causa dell’improvvisa escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran, si è trasformato in un caso politico.

Tra accuse di scarsa prudenza istituzionale e difese accorate del diretto interessato, la vicenda ha riacceso il dibattito sul ruolo e sulla postura internazionale dell’Italia in una fase di forte instabilità geopolitica.

Crosetto si trovava negli Emirati Arabi Uniti per motivi personali quando l’attacco congiunto di Washington e Tel Aviv contro obiettivi iraniani ha innescato la risposta di Teheran, con il lancio di missili verso gli Emirati. La chiusura degli spazi aerei e le misure di sicurezza hanno impedito per ore il rientro di numerosi cittadini italiani, incluso il ministro. Da qui la decisione di rientrare in patria a bordo di un velivolo militare, lasciando temporaneamente sul posto la propria famiglia.

Una scelta che Crosetto ha spiegato pubblicamente, sottolineando di aver continuato a gestire “con tutti gli strumenti tecnici necessari” una crisi che ritiene di aver seguito anche dall’estero. Il ministro ha respinto le accuse di leggerezza e ha parlato di una polemica “vergognosa e bassa”, rivendicando senso dello Stato e rispetto delle istituzioni. Per sgomberare il campo da ulteriori contestazioni, ha inoltre precisato di aver rimborsato al Comando del 31° Stormo di Ciampino un importo triplo rispetto alla tariffa prevista per il volo su un Gulfstream G550 dell’Aeronautica militare, partito da Pratica di Mare.

Il rientro non ha però spento le critiche. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto le dimissioni immediate del ministro, annunciando un’interrogazione parlamentare e parlando di una vicenda non personale ma “istituzionale”. Giuseppe Conte ha ironizzato sull’“isolamento” del ministro, mentre il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli ha evocato un governo “politicamente inadeguato”.

Ancora più duro il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi, che ha messo in dubbio la capacità dell’esecutivo di affrontare dossier strategici come energia, armi e dazi in un contesto di apparente scarsa interlocuzione internazionale.

Sui social, la polemica ha assunto toni sarcastici, alimentata anche da esponenti della maggioranza e dell’opposizione. Tra i post più condivisi, quello del generale ed eurodeputato Roberto Vannacci, che ha parlato di un’operazione di “esfiltrazione” degna di un film, mentre Più Europa, per voce del segretario Riccardo Magi, ha descritto un’Italia “umiliata” e sempre più marginale nello scacchiere internazionale.

Dal fronte governativo, le reazioni sono state più caute. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ammesso di non essere a conoscenza della presenza di Crosetto a Dubai prima dell’attacco, mentre il vicepremier Matteo Salvini si è limitato a confermare contatti avuti durante le riunioni di emergenza. Segnali di un imbarazzo che, secondo le opposizioni, sarebbe arrivato fino ai piani alti di Palazzo Chigi.

Nel frattempo, Crosetto ha ricordato di aver percorso via terra circa 500 chilometri fino a Mascate, in Oman, prima di imbarcarsi sul volo di Stato diretto in Italia, e ha assicurato che il suo impegno resta concentrato sul rientro “veloce e sicuro” degli italiani ancora bloccati nel Golfo. Una presenza, ha ribadito, che sarebbe stata “utile nella gestione della crisi e nei rapporti con gli Emirati Arabi”.