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Emodinamica a Paola: sei anni di attesa, boicottaggi e false promesse della Regione

Appello alle istituzioni per l’attivazione del servizio di cardiologia all’Ospedale di Paola, già pronto ma ancora fermo

PAOLA (Cs) – Un reparto pronto, attrezzature collaudate, personale qualificato. Eppure, da sei anni, il servizio di emodinamica dell’Ospedale di Paola resta inattivo. Una vicenda che intreccia sanità, responsabilità istituzionali e diritti fondamentali, riportata al centro dell’attenzione da una lettera-appello indirizzata ai vertici della sanità calabrese.

A sollevare nuovamente il caso, a fronte di presunti boicottaggi e false promesse della politica regionale, è l’avvocato Ennio Abonante, che in una nota formale si è rivolto al commissario straordinario dell’ASP di Cosenza e al presidente della Regione Calabria, chiedendo l’attivazione in regime ordinario del servizio di emodinamica presso l’Ospedale di Paola.

In una lettera a Vitaliano De Salazar, nuovo Commissario Straordinario ASP Cosenza ed al Presidente della Giunta Regionale della Calabria e Commissario Straordinario alla sanità, Roberto Occhiuto, Abonante scrive:

«Preg.mo Commissario, da molti anni mi occupo, cristianamente, di problemi sociali e cerco, con tutti i miei limiti, di dare voce ed un aiuto concreto a chi voce non ha. Visto che si è da poco insediato nel nuovo gravoso incarico, desidero portare alla sua attenzione la mancata attivazione del servizio di emodinamica presso l’Ospedale di Paola, che si trascina da sei anni.

Nel 2020 ho avuto necessità di rivolgermi ai sanitari dell’Ospedale di Paola ed ho iniziato a chiedere alle istituzioni di completare l’offerta dei servizi del reparto di cardiologia, diretto dalla d.ssa Maria Teresa Manes, che già forniva e fornisce un’ottima risposta all’utenza dell’intero tirreno cosentino ed in particolar modo ai cittadini dei Comuni che vanno da Amantea e suo comprensorio, fino a Cetraro.

In quella divisione, oltre alla ordinaria attività di cardiologia ed Utic, con annessi ambulatori, che hanno abbattuto le liste di attesa, è attivo il servizio di elettrostimolazione, che ha portato tanti benefici all’utenza ed ha salvato tante vite umane.

Ho, quindi, ritenuto di farmi portavoce dei pazienti che accusando una sindrome coronarica acuta si rivolgono al pronto soccorso dell’Ospedale di Paola e sono circa trecento all’anno e che dopo la diagnosi e la stabilizzazione, vengono trasferiti, con un equipaggio medicalizzato del 118, che, naturalmente, viene sottratto ai normali compiti di istituto, verso il Tirrenia Hospital di Belvedere Marittimo, ovvero verso l’Ospedale di Cosenza, di cui lei è anche Direttore Generale.

Nel 2021, sotto la reggenza del dr La Regina, dopo il trasferimento del dr Francesco Antonio Rosselli, emodinamista molto esperto, che svolge queste pratiche da oltre venticinque anni, dal reparto di cardiologia dell’Ospedale di Castrovillari a quello di Paola, il servizio era iniziato, ma poco dopo è stato immediatamente sospeso, verosimilmente senza una comunicazione scritta, ma dietro “consiglio” dei vertici ASP.

L’Asp di Cosenza, dopo innumerevoli denunzie, raccolte dalla stampa locale ed anche nazionale, ha investito circa due milioni di euro per la ristrutturazione dell’UTIC, la creazione di un open space, la ristrutturazione della sala operatoria esistente e la realizzazione di una nuova sala operatoria, per l’acquisto di due angiografi, di cui uno di ultimissima generazione e l’intera struttura a settembre 2024 ha ottenuto il collaudo da parte dei tecnici dell’ASP.

Nei mesi scorsi si sono interessati del problema il TG5 ed il TG3 nazionale e l’allora Commissario dott. Graziano, incalzato dal giornalista, il quale gli ha chiesto lumi in ordine alla mancata attivazione del servizio, almeno in regime ordinario, non ha saputo fornire una risposta adeguata, anche in relazione ad un eventuale danno erariale determinato dall’ingente investimento di fondi pubblici, che non produce alcun beneficio per la collettività e che, qualora non venga attivato il servizio, comporterà l’obsolescenza delle attrezzature, che diventerebbero vetuste senza neppure essere entrate in funzione.

Per come sa bene, le patologie cardiovascolari, per definizione, sono tempo dipendenti e le linee guida prevedono che per evitare danni all’organo cardiaco, si debba intervenire con coronarografia ed eventuale angioplastica entro novanta minuti dall’insorgenza dei sintomi.

Purtroppo a Paola i medici non sono nelle condizioni di potere garantire un intervento nei tempi previsti e, purtroppo, accade quello che si è verificato nel mese di settembre, quando due persone, colte da malore, sono stati trasportati al pronto soccorso dell’Ospedale di Paola ed i sanitari dopo una tempestiva diagnosi di sindrome coronarica acuta, attesa l’impossibilità di utilizzare la sala di emodinamica esistente al IV piano, hanno predisposto il trasferimento presso il Tirrenia Hospital di Belvedere Marittimo, tramite ambulanza medicalizzata del 118, che non è una operazione, comunque, immediata, ma dipende anche dalla disponibilità di uomini e mezzi, ma entrambi i malati sono deceduti prima che arrivassero a destinazione.

Così come tante volte è accaduto ed accade, che pazienti che necessitano di un approfondimento diagnostico urgente tramite coronarografia, per mancanza di posti, sono costretti ad essere trattenuti in reparto, sperando solo nella buona sorte e nel buon Dio. E la beffa è che il dr Rosselli, che a Paola non può effettuare l’emodinamista, per due volte a settimana viene utilizzato presso l’Ospedale di Castrovillari per svolgere quelle mansioni!

Dopo sei anni, non è stata fornita una risposta ai miei perché e non riesco ancora a comprendere il motivo dell’ostinazione a non consentire che questa pratica medica venga autorizzata almeno in regime ordinario, sussistendo tutti i requisiti oggettivi e soggettivi.

Per questo mi rivolgo a Lei, chiedendoLe di interessarsi a questa problematica e di volere, finalmente, autorizzare il servizio. L’emodinamica, oltre a salvare vite umane, allevierebbe il carico di lavoro del servizio del 118, che è già carente in uomini e mezzi ed alleggerirebbe anche le pratiche emodinamiche dell’Ospedale di Cosenza.

Ed infine, mi rivolgo al governatore Occhiuto, non da cittadino a Presidente di Regione, ma da paziente a paziente: purtroppo anche tu sei stato dall’altra parte ed immagino che anche davanti ai tuoi occhi, durante quel terribile periodo, siano passate le immagini di tutta la tua vita, dei tuoi affetti, delle persone più care e per fortuna il buon Dino ci ha messo la Sua Santa mano e tutto si è risolto per il meglio. Ma, hai, comunque, avuto la possibilità di ricevere le cure più appropriate.

Avendone la possibilità, perché tu ce l’hai, fai in modo che tutti noi calabresi possiamo avere non la certezza di essere salvati, perché quella ci può essere data, per chi crede, solo dal nostro Signore, ma, almeno, la chance che qualcuno abbia provato a farlo, anche per non sentirti responsabile degli eventuali decessi.

In attesa di un cortese riscontro, non posso esimermi dal denunziare che il problema non interessa più la classe politica, visto che, evidentemente, non essendoci elezioni in vista, non rientra più nella loro agenda», conclude Ennio Abonante.

La vicenda dell’emodinamica di Paola pone una domanda semplice e insieme scomoda: può una sanità pubblica permettersi strutture pronte ma inutilizzate, mentre il tempo continua a fare la differenza tra la vita e la morte? La risposta, più che tecnica, appare ormai una questione di volontà e responsabilità.