Ore di apprensione per oltre duecento studenti stranieri rimasti bloccati a Dubai a causa dell’improvvisa escalation di tensioni che ha interessato il Paese. Tra loro figurano anche ragazzi italiani, alcuni provenienti dalla Calabria, partiti per un’esperienza formativa internazionale che avrebbe dovuto rappresentare un’occasione di crescita e confronto culturale. Il rientro, previsto per la giornata di oggi, è stato rinviato per motivi di sicurezza.

Il viaggio rientrava nell’ambito del progetto “Ambasciatori del futuro”, promosso dall’associazione World student connection, che coinvolge studenti di diversi Paesi in percorsi educativi e di cittadinanza globale. Tra i partecipanti si contano anche giovani di Catanzaro e Castrovillari. Proprio dalla città del Pollino arriva la conferma ufficiale di due studenti effettivamente bloccati negli Emirati Arabi Uniti.

A fornire aggiornamenti è stata la dirigente scolastica dell’IIS Mattei-Garibaldi-Alfano, Elisabetta Cataldi. Raggiunta telefonicamente, la preside ha spiegato che si tratta di un ragazzo e di una ragazza iscritti alla classe quinta del Liceo Scientifico, partiti con il consenso delle famiglie per partecipare a un’attività extrascolastica ritenuta coerente con il loro percorso di studi.

«Sapevamo ovviamente che sarebbero partiti», ha precisato la dirigente, sottolineando come i due studenti siano «in gamba e molto motivati». La vacanza-studio avrebbe dovuto concludersi con il rientro in Italia nelle scorse ore, ma gli attacchi verificatisi nel Paese hanno imposto il blocco temporaneo delle partenze e una riprogrammazione dei voli.

La dirigente Cataldi è riuscita a mettersi personalmente in contatto con uno dei due studenti, avviando uno scambio diretto di messaggi che ha consentito di rassicurare scuola e famiglie. Il ragazzo ha confermato che lui, la compagna e gli altri partecipanti stanno bene. «Sono ragazzi maturi ed equilibrati – ha riferito la preside – e per fortuna stanno reggendo bene la situazione».

Le prime ore successive agli attacchi sono state segnate da paura e disorientamento, sentimenti comprensibili considerando il contesto e la distanza da casa. Con il passare del tempo, tuttavia, il clima appare leggermente più disteso. «I loro tutor stanno facendo un buon lavoro, sono molto presenti con i ragazzi», ha aggiunto Cataldi, evidenziando il ruolo centrale dell’assistenza sul posto.

Secondo quanto riferito dalla dirigente, gli studenti hanno trascorso la notte in un bunker, dove sono rimasti fino alle prime ore dell’alba, per poi fare rientro nei rispettivi hotel. Attualmente si trovano nelle loro camere e sono stati invitati a non uscire, mantenendo comportamenti prudenti. Una condizione che, pur non eliminando la tensione, consente di garantire livelli adeguati di sicurezza.

La scuola segue costantemente l’evoluzione della situazione, in stretto contatto con le famiglie e con gli organizzatori del progetto. La dirigente ha spiegato di aver cercato fin da subito di rassicurare i giovani, invitandoli a mantenere equilibrio e fiducia. In contesti di questo tipo, l’aspetto psicologico diventa cruciale tanto quanto quello logistico.