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Stati Sociali 2026, Paola avvia il percorso

Sala gremita per il lancio del progetto della Rete dei Beni Comuni ODV tra università, istituzioni e comunità

PAOLA (Cs) – Una sala colma, un confronto di qualità e un messaggio chiaro: la partecipazione non è un esercizio retorico, ma una necessità concreta. A Paola ha preso ufficialmente il via Stati Sociali 2026, il progetto promosso dalla Rete dei Beni Comuni ODV che punta a ridefinire il rapporto tra welfare, comunità e istituzioni, mettendo al centro il concetto di bene comune.

La conferenza stampa di presentazione, ospitata nella Sala Conferenze dell’ex Palazzo di Città in Corso Garibaldi, ha registrato una partecipazione ben oltre le attese. Amministratori locali, rappresentanti del terzo settore, associazioni e cittadini hanno riempito ogni spazio disponibile, confermando come i temi della coprogettazione e del welfare comunitario intercettino un bisogno diffuso nel territorio cosentino.

Ad aprire i lavori è stata Filomena Coscarella, vicepresidente della Rete dei Beni Comuni ODV, che ha chiarito l’impostazione del progetto: la coprogrammazione non come adempimento tecnico, ma come cambio di paradigma culturale. Le politiche sociali, ha sottolineato, si costruiscono con le comunità, non semplicemente per le comunità.

Il contributo teorico è stato affidato al professor Stefano Zamagni, dell’Università di Bologna, tra i principali interpreti dell’economia civile. Al centro del suo intervento, il valore dei beni comuni e il ruolo dei forum deliberativi: spazi strutturati di confronto in cui il dialogo si traduce in responsabilità condivisa. Zamagni ha richiamato il principio della reciprocità, che supera sia la logica contrattuale sia quella puramente filantropica, indicando una via in cui il bene individuale e quello collettivo coincidono.

A rafforzare questa cornice è intervenuto il professor Vincenzo Bova, ordinario all’Università della Calabria, che ha offerto una lettura sociologica della reciprocità nei contesti del Mezzogiorno. I forum deliberativi, ha spiegato, non sono solo strumenti di partecipazione, ma veri generatori di legame sociale, capaci di trasformare il capitale relazionale in azione collettiva. In questo processo, l’università è chiamata a essere partner attivo, portando metodo scientifico e visione di lungo periodo.

Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere comunale di Paola ed ex candidato a sindaco Andrea Signorelli, che ha richiamato il ruolo di una politica capace di ascolto e di concretezza, orientata a interpretare i bisogni reali delle comunità e a tradurli in scelte operative. Un contributo che ha confermato la natura plurale e inclusiva del progetto fin dal suo esordio.

Stati Sociali 2026 non si esaurisce in un evento inaugurale. Il prossimo appuntamento, fissato per martedì 31 marzo, sarà dedicato al tema dell’Intelligenza Artificiale e alle sue applicazioni per le comunità locali. Un passaggio significativo: tradizione del pensiero sociale e innovazione tecnologica chiamate a dialogare, con un obiettivo preciso e ambizioso, quello di rimettere la persona e il bene comune al centro delle trasformazioni in corso.