AMANTEA (CS) – La vicenda dei lavori programmati – ma non ancora avviati – alla Scuola Secondaria di primo grado di Campora San Giovanni approda sul tavolo del Prefetto di Cosenza.
A sollevare il caso è un gruppo di genitori che dopo tre richieste di accesso agli atti e un sollecito formale, contestano la decisione del Comune di differire la consultazione della documentazione amministrativa. Una questione che intreccia diritto alla trasparenza, gestione degli appalti pubblici e, soprattutto, la quotidianità di studenti e famiglie.
I genitori ricordano che presso l’edificio scolastico di Campora San Giovanni erano stati programmati interventi di manutenzione e adeguamento. In vista dei lavori, gli studenti sono stati trasferiti temporaneamente in altra sede – tra scuola primaria e locali parrocchiali – con inevitabili ripercussioni organizzative.
Nella prima istanza di accesso agli atti, le famiglie hanno ricostruito quanto riferito in un incontro con l’amministrazione prima della chiusura dell’anno scolastico: lavori già contrattualizzati e conclusione prevista entro il 31 dicembre 2026. Da qui il richiamo al nuovo Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023), che disciplina tempi e modalità di consegna e avvio degli interventi.
A fronte del trasferimento degli alunni sin dall’inizio dell’anno scolastico, i genitori sottolineano che, allo stato, il cantiere non risulta avviato. Una circostanza che, secondo quanto riportato nelle istanze, genererebbe un contrasto tra programmazione annunciata e realtà dei fatti. Le famiglie richiamano inoltre la normativa in materia di edilizia scolastica e sicurezza – dal DM 18 dicembre 1975 al d.lgs. 81/2008 – evidenziando come le sedi temporanee non risponderebbero pienamente agli standard auspicati.
La richiesta è dettagliata: stato di avanzamento dei lavori, contratto d’appalto, eventuali varianti, cronoprogramma aggiornato, atti di affidamento e determine, provvedimenti relativi al trasferimento degli studenti e ogni documento utile a chiarire tempi e responsabilità. Un accesso fondato sulla Legge 241/1990, che riconosce ai soggetti direttamente interessati il diritto di conoscere gli atti amministrativi.
Dopo due solleciti, il Comune di Amantea ha formalizzato la propria posizione. L’Ente ha comunicato il differimento dell’accesso agli atti ai sensi degli articoli 24 e 25 della Legge 241/1990, motivando la decisione con la presenza di attività istruttorie e verifiche tecniche non ancora concluse: definizione delle condizioni operative per l’avvio del cantiere, aggiornamento del cronoprogramma, verifica della documentazione propedeutica alla fase esecutiva. Secondo quanto riportato nella nota, parte degli atti conterrebbe valutazioni interne e dati non consolidati, la cui diffusione anticipata potrebbe interferire con il corretto andamento del procedimento.
Il Comune ha inoltre precisato che i provvedimenti relativi al trasferimento degli alunni non rientrano nelle competenze del Settore Tecnico – Ufficio Lavori Pubblici, ma del Settore Istruzione, in raccordo con la dirigenza scolastica. L’idoneità dei locali alternativi, viene evidenziato, sarebbe stata oggetto di valutazione da parte del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’istituzione scolastica.
La risposta è stata giudicata “discutibile” dai richiedenti, che hanno protocollato un ulteriore sollecito. Nel documento si contesta l’applicazione dell’articolo 24, comma 1, lettera c), ritenuto non pertinente in quanto riferito ad atti normativi e generali, e non a documentazione relativa a una procedura di affidamento di lavori pubblici.
Le famiglie evidenziano inoltre l’assenza di un termine certo per il differimento e la mancata previsione di un accesso parziale agli atti non coperti da esigenze istruttorie. Si sottolinea, infine, che taluni provvedimenti – come esito di gara e atti relativi al trasferimento – dovrebbero essere soggetti a pubblicazione.
Nel sollecito viene chiesto un intervento diretto del sindaco entro dieci giorni, con avviso che, in difetto di riscontro, saranno adite le sedi competenti: Difensore Civico, Autorità Nazionale Anticorruzione e giudice amministrativo con ricorso ex art. 116 c.p.a.
La comunicazione è stata trasmessa per conoscenza alla Prefettura di Cosenza, cui si chiede una valutazione sul corretto esercizio dell’azione amministrativa. Il confronto si gioca su un terreno delicato: da un lato, la tutela del procedimento amministrativo; dall’altro, il diritto dei cittadini a conoscere atti che incidono sulla vita quotidiana dei propri figli. In mezzo, un edificio scolastico chiuso e una comunità che chiede tempi certi.
La scuola, in Italia, è da sempre il primo presidio civile. Quando i cantieri si fermano o tardano a partire, non si tratta soltanto di lavori pubblici, ma di fiducia istituzionale. La trasparenza, in questi casi, non è un dettaglio tecnico: è il ponte tra amministrazione e cittadini. E, come ogni ponte, va costruito con cura.









































