REGGIO CALABRIA – Momenti di apprensione nel cuore di Reggio Calabria, dove nel pomeriggio è scattato un allarme bomba che ha portato all’evacuazione di una residenza universitaria e di diversi edifici limitrofi in via Roma, a pochi passi da piazza De Nava e dal Museo Archeologico nazionale che custodisce i celebri Bronzi di Riace.

A far scattare il dispositivo di sicurezza è stata una telefonata anonima giunta alla Questura, nella quale ignoti hanno segnalato la presenza di un presunto ordigno all’interno della struttura che ospita studenti dell’Università Mediterranea.

L’intervento immediato delle forze dell’ordine ha portato alla chiusura temporanea della strada e all’evacuazione preventiva della zona. Un’operazione rapida e coordinata che ha coinvolto polizia di Stato, polizia locale e personale di emergenza, mentre sono state avviate tutte le verifiche necessarie per accertare la fondatezza della segnalazione.

In pochi minuti sul posto sono giunte diverse pattuglie della polizia di Stato, affiancate dagli agenti della polizia locale. La priorità è stata mettere in sicurezza l’area: il traffico è stato temporaneamente bloccato e si è proceduto all’evacuazione non solo della residenza universitaria, ma anche delle abitazioni confinanti e di un locale di ristorazione situato nelle immediate vicinanze.

La misura precauzionale ha coinvolto numerosi residenti e studenti, invitati a lasciare gli edifici mentre gli agenti effettuavano le prime verifiche. Scene di ordinaria tensione, ma senza panico: le operazioni si sono svolte con ordine e sotto il coordinamento delle autorità di pubblica sicurezza.

Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, tuttavia, non sarebbe stato individuato alcun elemento che confermi la presenza di un ordigno. Gli agenti delle volanti e gli operatori intervenuti nella fase iniziale non hanno rilevato oggetti sospetti né segnali che possano avvalorare l’allarme lanciato dalla telefonata anonima.

Le attività di controllo, comunque, non si sono fermate ai primi riscontri. Come previsto dai protocolli di sicurezza in casi di questo tipo, è stato predisposto l’intervento degli artificieri, chiamati a effettuare ulteriori verifiche tecniche per escludere qualsiasi rischio residuo.

Nel frattempo la vicenda è stata portata all’attenzione dell’autorità giudiziaria. Il sostituto procuratore di turno è stato informato dell’accaduto e ha disposto l’apertura di un’indagine per fare piena luce sull’episodio. Gli investigatori stanno lavorando per risalire all’autore della telefonata anonima, ipotesi che potrebbe configurare il reato di procurato allarme qualora venisse accertato che la segnalazione era infondata.

Non è la prima volta che segnalazioni anonime di questo tipo mobilitano forze dell’ordine e apparati di sicurezza, imponendo l’attivazione di procedure complesse e costose. Anche quando si rivelano infondate, queste situazioni richiedono interventi immediati e scrupolosi per garantire la sicurezza dei cittadini e delle infrastrutture sensibili.

Il fatto che l’allarme sia scattato in una zona nevralgica della città, a breve distanza da uno dei musei più importanti d’Italia, ha reso ancora più necessario un intervento rapido e coordinato. L’area interessata, infatti, è quotidianamente frequentata da residenti, turisti e studenti universitari.

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