Azienda ospedaliera Dulbecco

CATANZARO – «Nessuna sospensione delle attività diagnostiche e nessuna carenza di reagenti nei laboratori dell’Azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco».

È questa la posizione ufficiale diffusa dall’azienda sanitaria dopo le polemiche nate nelle ultime ore in seguito alle dichiarazioni del consigliere regionale Enzo Bruno. Al centro della vicenda vi sarebbe una comunicazione interna del laboratorio di Patologia clinica del presidio di Germaneto, che secondo il management sarebbe stata interpretata e utilizzata in modo improprio, generando un allarme ritenuto infondato.

La direzione aziendale ha quindi ritenuto necessario intervenire pubblicamente per rassicurare cittadini e pazienti, sottolineando che l’attività dei laboratori non è mai stata sospesa e che da lunedì, come avviene regolarmente, sarà possibile effettuare tutti i principali dosaggi ormonali necessari per la diagnosi e il monitoraggio di numerose patologie.

Nel comunicato l’Azienda Dulbecco entra nel merito della questione, spiegando che gli esami citati nella polemica – fondamentali per la diagnostica endocrinologica – non sono mai stati interrotti. Tra questi figurano il TSH, gli ormoni tiroidei FT3 e FT4, gli anticorpi anti-tireoglobulina e antitireoperossidasi, il paratormone, il cortisolo, le IgE, l’insulina e il peptide C. A questi si aggiungono numerosi altri dosaggi ormonali di largo impiego clinico come SHBG, LH, FSH, estradiolo, prolattina, progesterone, testosterone, ormone antimulleriano e calcitonina.

Secondo quanto chiarito dall’azienda sanitaria, le prestazioni diagnostiche continuano ad essere garantite grazie alla rete integrata dei laboratori presenti nei diversi presidi ospedalieri. Un sistema che, dopo l’integrazione delle due precedenti aziende ospedaliere, consente di assicurare una risposta completa alla domanda di prestazioni su scala regionale, con particolare attenzione ai pazienti ricoverati.

La direzione sottolinea dunque che la rete laboratoristica consente di compensare eventuali criticità organizzative locali senza che ciò comporti interruzioni dei servizi sanitari. Nel comunicato l’Azienda Dulbecco contesta apertamente le dichiarazioni del consigliere regionale Enzo Bruno, accusato di aver attribuito alla comunicazione interna un significato non corrispondente alla realtà dei fatti.

Secondo il management, il documento citato non era destinato all’esterno né indirizzato alla Direzione generale e riguardava esclusivamente dinamiche organizzative interne. La diffusione pubblica di quel contenuto, interpretato come prova di una sospensione degli esami, avrebbe quindi generato – secondo l’azienda – un “procurato allarme sociale” e una rappresentazione distorta della situazione.

La direzione invita pertanto a riflettere sulle finalità di un messaggio pubblico ritenuto fuorviante, che rischierebbe di minare la fiducia dei cittadini nei confronti del sistema sanitario e del lavoro svolto quotidianamente dagli operatori. La vicenda si inserisce in un processo più ampio di riorganizzazione della rete dei servizi diagnostici avviato dal management dell’Azienda Dulbecco. L’obiettivo dichiarato è quello di migliorare l’efficienza del sistema sanitario regionale, eliminando duplicazioni di prestazioni e razionalizzando l’utilizzo delle risorse.

Secondo la direzione aziendale, il percorso di riorganizzazione – definito come una vera e propria “reingegnerizzazione dei servizi” – viene condotto con il coinvolgimento dei direttori delle unità operative e dei capi dipartimento. L’intento è quello di rafforzare l’offerta assistenziale, differenziando le prestazioni tra i vari presidi e concentrando nei centri più attrezzati le attività di maggiore complessità.

Il processo, tuttavia, non è privo di difficoltà. Nel comunicato si accenna anche alla resistenza di alcuni responsabili di struttura, definiti una minoranza, che da un lato non avrebbero accettato responsabilità gestionali più ampie – come nel caso della direzione del laboratorio dell’ospedale Pugliese – e dall’altro avrebbero ostacolato il percorso di riorganizzazione.

Per tutelare l’immagine dell’azienda e garantire una corretta informazione pubblica, il management ha annunciato l’intenzione di trasmettere una segnalazione alla competente autorità giudiziaria. L’obiettivo è consentire eventuali valutazioni sulle dichiarazioni diffuse e sul presunto allarme generato.

Nel suo intervento l’Azienda Dulbecco sottolinea che il processo di riorganizzazione richiede il sostegno responsabile della politica, indipendentemente dagli schieramenti. Il cambiamento in atto, infatti, mira a migliorare la qualità delle prestazioni e a rendere il sistema sanitario regionale più efficiente e sostenibile.

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