CALOVETO

CALOVETO (CS) – Le esondazioni, le frane e gli smottamenti non sono più episodi isolati, ma segnali di una fragilità strutturale dei territori che negli ultimi anni si manifesta con crescente frequenza. In Calabria, dove il dissesto idrogeologico rappresenta una delle principali criticità ambientali, le recenti emergenze legate all’esondazione del fiume Crati riportano al centro del dibattito pubblico il tema della prevenzione.

A intervenire è il sindaco di Caloveto, Umberto Mazza, che invita a cambiare prospettiva nella gestione delle emergenze. Secondo il primo cittadino, per proteggere davvero le comunità locali occorre investire prima degli eventi calamitosi e non limitarsi a intervenire quando i danni sono già stati prodotti.

Il dissesto idrogeologico, spiegano da tempo istituzioni e organismi di ricerca, è una condizione che interessa una parte significativa del territorio italiano. Piogge intense e fenomeni meteorologici estremi, resi più frequenti dai cambiamenti climatici, mettono sotto pressione un territorio già fragile.

Le recenti criticità registrate nell’area della valle del Crati e nei territori del nord-est cosentino hanno riportato alla memoria eventi analoghi che negli ultimi anni hanno colpito diverse zone della Calabria. Comuni come Cassano allo Ionio, Corigliano-Rossano e varie località della Sila Greca hanno dovuto affrontare situazioni difficili, tra allagamenti, smottamenti e danni alle infrastrutture. Episodi che, secondo molti amministratori locali, dimostrano quanto sia necessario rafforzare gli strumenti di prevenzione.

È proprio su questo punto che insiste il sindaco di Caloveto. Secondo Mazza, l’approccio alla gestione delle emergenze deve essere radicalmente ripensato.
«Il dissesto idrogeologico non è più un evento straordinario – afferma – ma una condizione con cui molti Comuni convivono. Esondazioni di fiumi, frane e smottamenti sono fenomeni che vanno governati prima e non al momento della conta dei danni».

Per il primo cittadino, la prevenzione richiede una strategia di lungo periodo fondata su programmazione e investimenti mirati. «Per proteggere le nostre comunità – aggiunge – dobbiamo avere strumenti e opportunità. Occorre destinare maggiori fondi ai Comuni per programmare e governare le emergenze».

Negli ultimi mesi il Governo ha stanziato importanti risorse per affrontare le conseguenze degli eventi calamitosi. Prima circa 300 milioni di euro destinati alle regioni maggiormente colpite – tra cui Calabria, Sicilia e Sardegna – e successivamente un ulteriore miliardo per interventi emergenziali.

Una risposta significativa, ma che secondo Mazza rischia di arrivare troppo tardi se non accompagnata da politiche strutturali di prevenzione. «Mi chiedo – osserva – se non sia più utile destinare queste risorse prima ai Comuni, per fare prevenzione. Affrontare l’emergenza è diventata per noi amministratori quasi la quotidianità».

Secondo il sindaco, i territori devono essere messi nelle condizioni di prepararsi agli eventi climatici estremi, che possono assumere forme diverse: dall’emergenza idrica agli incendi, fino alle alluvioni. Oltre alla questione finanziaria, Mazza evidenzia anche un problema organizzativo che riguarda la pubblica amministrazione e la gestione del territorio. Negli ultimi decenni, sottolinea il primo cittadino, le politiche di contenimento della spesa pubblica hanno ridotto progressivamente personale e strumenti a disposizione degli enti locali.

«Veniamo da anni di spending review, blocco delle assunzioni e riduzione delle risorse – spiega – e questo rende sempre più difficile fare prevenzione». Un esempio emblematico riguarda le figure professionali legate alla manutenzione del territorio. In passato, ricorda Mazza, operavano numerosi operai idraulico-forestali e addetti al rimboschimento, impegnati nella cura dei versanti, dei boschi e degli alvei fluviali.

Con il passare degli anni e con i pensionamenti, molte di queste professionalità non sono state sostituite. Il risultato è stato un progressivo abbandono di aree che in precedenza venivano monitorate e curate con continuità.

«Queste figure – osserva – svolgevano un lavoro fondamentale: erano sentinelle del territorio, contribuivano alla prevenzione degli incendi e al controllo di fiumi e torrenti». Nel suo intervento, il sindaco di Caloveto ha espresso anche vicinanza alle comunità che negli ultimi mesi hanno affrontato situazioni particolarmente difficili.

«Oggi ci ritroviamo a fare i conti con situazioni molto complesse – conclude Mazza – come quelle che hanno interessato i territori di Cassano, Corigliano-Rossano e la Sila Greca. Alle popolazioni colpite va tutta la nostra solidarietà».

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