Simone Celebre

TORANO CASTELLO (CS) – Un mezzo da lavoro dato alle fiamme nel cuore di un cantiere pubblico. È l’episodio che nelle ultime ore ha scosso la comunità di Torano Castello, nel Cosentino, dove un escavatore è stato incendiato all’interno dell’area destinata alla realizzazione del nuovo asilo nido comunale. Un fatto che, se confermato come atto doloso, assumerebbe contorni particolarmente gravi perché colpirebbe non soltanto un’impresa impegnata nei lavori, ma un’opera pubblica destinata a un servizio essenziale per le famiglie del territorio.

A intervenire sulla vicenda sono la Fillea Cgil Calabria e la Fillea Cgil Provinciale Cosenza–Pollino, che esprimono una forte preoccupazione per quanto accaduto e richiamano con forza l’attenzione sui temi della legalità e della sicurezza nei cantieri.

Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio ha interessato un escavatore presente nel cantiere dove sono in corso i lavori per la costruzione dell’asilo nido comunale. Le cause del rogo sono al vaglio delle forze dell’ordine, che stanno cercando di accertare se si tratti di un gesto di natura dolosa.

Proprio questa eventualità preoccupa il sindacato di categoria della Cgil, che sottolinea come un simile episodio non possa essere considerato un semplice fatto isolato.
«Se, come sembra emergere dalle prime ricostruzioni, dovesse trattarsi di un atto doloso – affermano Simone Celebre, segretario generale della Fillea Cgil Calabria, e Giuseppe De Lorenzo, segretario generale della Fillea Cgil provinciale Cosenza–Pollino – ci troveremmo di fronte a un fatto di estrema gravità che colpisce non soltanto un’impresa, ma un’opera pubblica destinata alla collettività e quindi l’intera comunità».

Il riferimento è alla funzione sociale dell’opera in costruzione. Un asilo nido rappresenta infatti un presidio fondamentale per i servizi all’infanzia e per il sostegno alle famiglie, oltre che uno strumento di sviluppo sociale per il territorio.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della legalità nel settore delle costruzioni, un comparto che in molte aree del Paese rimane esposto a pressioni e tentativi di condizionamento.

La Fillea Cgil ribadisce con fermezza che nei cantieri devono prevalere regole chiare e trasparenza. «Nei cantieri, come in tutto il settore delle costruzioni – sottolineano i rappresentanti sindacali – devono prevalere legalità, trasparenza e rispetto delle regole. Ogni tentativo di intimidazione o di condizionamento delle attività economiche e del lavoro deve essere contrastato con determinazione».

Non si tratta soltanto di difendere le imprese che operano correttamente, ma anche di tutelare i lavoratori e la qualità delle opere pubbliche. La presenza di pratiche illegali o di pressioni criminali rischia infatti di compromettere l’intero sistema produttivo e la sicurezza dei cantieri.

Il sindacato esprime piena fiducia nel lavoro delle istituzioni impegnate nelle indagini. Forze dell’ordine e magistratura stanno lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità.

«Siamo certi – proseguono Celebre e De Lorenzo – che le indagini sapranno fare piena luce su quanto accaduto». Nel frattempo la Fillea Cgil assicura che continuerà a seguire con attenzione l’evolversi della vicenda. Per l’organizzazione sindacale la difesa della legalità nei cantieri non è soltanto un principio astratto, ma una condizione necessaria per garantire diritti e dignità al lavoro. «Difendere il lavoro regolare e la legalità nei cantieri – sottolineano – significa difendere i diritti dei lavoratori e la qualità delle opere pubbliche».

Quanto accaduto a Torano Castello, secondo la Fillea Cgil, rende ancora più urgente il percorso che il sindacato sta portando avanti da tempo sui temi della sicurezza e della legalità nel comparto edile. In questa direzione si inserisce anche l’iniziativa promossa dall’organizzazione a Crotone, dedicata proprio alla promozione della legalità, alla sicurezza sul lavoro e alla tutela dei lavoratori del settore delle costruzioni.

L’obiettivo è rafforzare una rete di attenzione e vigilanza attorno ai cantieri, coinvolgendo istituzioni, imprese e parti sociali. Solo attraverso una presenza costante e coordinata sul territorio, secondo il sindacato, è possibile contrastare efficacemente ogni forma di intimidazione o pressione illegale.

«Di fronte a episodi come questo – conclude la Fillea Cgil – è fondamentale rafforzare la presenza dello Stato, delle istituzioni e delle parti sociali nei territori e nei cantieri, per affermare con forza che il lavoro e le opere pubbliche devono essere liberi da ogni forma di illegalità e intimidazione». Una sfida che riguarda non soltanto il mondo del lavoro, ma l’intera società civile.
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