COSENZA – Una lettera aperta al presidente del Consiglio per chiedere attenzione e risposte. Gli idonei calabresi ai concorsi pubblici hanno deciso di rivolgersi direttamente a Giorgia Meloni affinché sostenga l’approvazione della proposta di legge regionale, presentata in Calabria dalla Lega, che potrebbe aprire nuove prospettive occupazionali per centinaia di persone già risultate idonee nelle selezioni pubbliche.

Il documento, firmato da diversi rappresentanti del movimento degli idonei, è stato reso pubblico con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito politico regionale una questione che riguarda oltre mille cittadini calabresi.

Tra le voci che si sono espresse sulla vicenda c’è quella di Sandra De Luca, che ha sottolineato il senso dell’iniziativa: gli idonei hanno scritto alla presidente del Consiglio non solo come capo del governo, ma anche come leader del principale partito italiano, chiedendo un intervento affinché non venga persa l’occasione di dare una prospettiva lavorativa a chi ha già superato prove concorsuali.

Nella lettera si evidenzia come in Calabria esista un evidente fabbisogno di personale in diversi settori della pubblica amministrazione, dalla sanità ai servizi, fino ai comuni e agli enti regionali. Proprio per questo, secondo gli idonei, l’approvazione della proposta di legge rappresenterebbe una risposta concreta sia alle esigenze occupazionali sia alle necessità organizzative degli enti pubblici.

Il testo contiene anche una riflessione politica: gli idonei evidenziano come la proposta sia stata sostenuta in Consiglio regionale anche da forze di opposizione come Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle, pur trattandosi di un’iniziativa presentata da un partito di centrodestra.

Nel documento emerge una nota critica nei confronti del sostegno politico regionale. Gli idonei lamentano infatti che il partito della presidente del Consiglio non avrebbe mostrato, almeno finora, un impegno sufficiente a favore della proposta di legge.

«Dispiace che il suo partito a livello regionale non sia sufficientemente intervenuto a sostegno della proposta», si legge nella lettera. Un passaggio che fotografa una situazione politica complessa, nella quale il tema degli idonei è diventato terreno di confronto tra maggioranza e opposizione.

Gli autori della lettera spiegano inoltre di aver deciso di sospendere ogni mobilitazione, ribadendo di voler restare fuori da logiche partitiche. Tuttavia, precisano con chiarezza che l’eventuale mancata approvazione della legge comporterebbe responsabilità politiche precise per chi governa a livello regionale e nazionale.

Un altro passaggio significativo riguarda il ruolo della magistratura. Secondo quanto riportato nella lettera, alcune vicende legate agli idonei hanno trovato soluzione proprio grazie all’intervento dei giudici, che avrebbero censurato violazioni riscontrate nelle procedure.

Gli idonei ricordano inoltre di aver scritto pubblicamente anche alla parlamentare e sottosegretario Wanda Ferro per chiedere sostegno, senza però ricevere risposta.

Nel documento emerge infine una riflessione più ampia sul valore della partecipazione democratica in Calabria. Rivendicare con civiltà un diritto, spiegano gli estensori della lettera, significa anche comprendere chi sostiene e chi ostacola determinate battaglie civili, diventando parte attiva di una democrazia partecipata in una terra che continua a confrontarsi con fragilità economiche e sociali.

La lettera si conclude con un appello diretto alla presidente del Consiglio e agli esponenti politici calabresi: intervenire affinché la proposta di legge venga approvata e si dia una risposta concreta agli idonei.

Gli autori del documento affermano di continuare a credere nel ruolo della politica come strumento di rappresentanza e ascolto delle istanze dei cittadini. Ignorare queste richieste, sostengono, significherebbe perdere il contatto con una parte significativa della società calabrese che chiede semplicemente di poter vedere riconosciuto il proprio percorso concorsuale.

In una regione che da anni combatte con il tema dell’emigrazione giovanile e della carenza di opportunità lavorative, la vicenda degli idonei diventa così anche il simbolo di una domanda più ampia: trasformare il merito riconosciuto nei concorsi pubblici in una reale possibilità di lavoro e di futuro.