ACQUAPPESA (Cs) – Il dibattito sull’utilizzo dei dispositivi di controllo del traffico torna al centro dell’attenzione in Calabria. A far discutere è il cosiddetto “sorpassometro” SV3 installato lungo la Statale 18 nel territorio comunale di Acquappesa, nel Cosentino.
La vicenda ha assunto ora una dimensione giudiziaria: il sindaco Francesco Tripicchio ha presentato una denuncia–querela alla Procura della Repubblica di Paola contro il presidente dell’associazione Altvelox, Giannantonio Sottile Cervini, accusandolo di aver diffuso dichiarazioni ritenute diffamatorie sulla legittimità del dispositivo.
Al centro dello scontro c’è una questione tecnica ma cruciale: la differenza tra “approvazione” e “omologazione” dei dispositivi di rilevazione delle violazioni stradali, tema su cui è intervenuto direttamente il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il chiarimento del Ministero sul sorpassometro
La vicenda prende le mosse da un quesito formulato da uno studio legale sulla disciplina applicabile al dispositivo SV3, utilizzato per rilevare automaticamente le manovre di sorpasso vietato.
Nella risposta ufficiale, la Direzione generale per la sicurezza stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiarisce un punto interpretativo rilevante del Codice della strada. Secondo il ministero, nel caso dei dispositivi per il controllo automatico delle violazioni, le procedure di approvazione e omologazione devono essere considerate alternative, non cumulative.
Il chiarimento nasce anche alla luce di alcune pronunce giurisprudenziali che avevano enfatizzato il richiamo alla procedura di omologazione. Tuttavia, secondo il dicastero, l’articolo 45 del Codice della strada – modificato negli anni Novanta – prevede esplicitamente che i dispositivi possano essere “approvati o omologati” dal Ministero, evidenziando l’equivalenza delle due modalità di validazione tecnica.
Il documento ministeriale sottolinea inoltre che la finalità della norma è quella di garantire la sicurezza della circolazione senza compromettere le garanzie per i cittadini, assicurando comunque la correttezza della procedura sanzionatoria.
In conclusione, il ministero conferma che l’approvazione ministeriale di un dispositivo di controllo automatico costituisce un titolo valido e conforme alla normativa vigente, anche in assenza di una specifica omologazione.
Il caso di Acquappesa e il dispositivo SV3
Il Comune di Acquappesa ha installato il sistema di rilevazione denominato “Sorpassometro SV3”, destinato a monitorare automaticamente le manovre di sorpasso non consentite.
Il dispositivo, secondo quanto riportato nella querela presentata dal sindaco, risulta approvato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con decreto dirigenziale dell’11 dicembre 2024.
L’installazione dell’apparecchiatura è avvenuta su un tratto della Strada statale 18 Tirrena Inferiore, arteria caratterizzata da traffico intenso e da una significativa incidentalità. L’attivazione del sistema rientra, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, nelle politiche di prevenzione e repressione delle violazioni stradali più pericolose.
Il tratto interessato, inoltre, risulta autorizzato attraverso specifici provvedimenti prefettizi e con il nulla osta dell’ente proprietario della strada.
Le accuse dell’associazione Altvelox
La polemica è esplosa a settembre 2025, quando alcune testate giornalistiche nazionali e locali hanno riportato la posizione dell’associazione Altvelox – Associazione nazionale tutela utenti della strada.
Secondo quanto diffuso dall’associazione, il dispositivo utilizzato ad Acquappesa non sarebbe stato omologato, circostanza che – secondo questa interpretazione – renderebbe illegittime le rilevazioni e le eventuali sanzioni. In alcune dichiarazioni riportate dalla stampa, l’associazione ipotizzava anche possibili profili di reato legati all’utilizzo dell’apparecchiatura, tra cui presunte irregolarità nelle procedure amministrative e nelle forniture pubbliche.
Le stesse affermazioni sono state riprese da diversi siti di informazione e pubblicate anche sul portale dell’associazione, contribuendo ad alimentare il dibattito sulla legittimità del sistema di rilevazione.
La querela del sindaco
Di fronte a queste dichiarazioni, il sindaco Francesco Tripicchio ha deciso di rivolgersi alla magistratura. Nella denuncia presentata alla Procura di Paola, il primo cittadino sostiene che le affermazioni diffuse dall’associazione siano “false e diffamatorie”, poiché attribuirebbero all’amministrazione comunale condotte penalmente rilevanti.
Il documento evidenzia come il dispositivo sia stato regolarmente approvato dal Ministero e utilizzato nel rispetto della normativa vigente. Secondo il sindaco, le dichiarazioni rese pubblicamente avrebbero danneggiato la credibilità e l’onorabilità dell’amministrazione comunale, generando anche dubbi sulla legittimità dell’azione amministrativa.
Tripicchio chiede quindi alla magistratura di accertare eventuali responsabilità per il reato di diffamazione, riservandosi inoltre la possibilità di costituirsi parte civile per il risarcimento dei danni.
Una vicenda che riapre il dibattito sui controlli stradali
Il caso di Acquappesa si inserisce in un contesto più ampio di discussione sull’utilizzo delle tecnologie di controllo del traffico. Autovelox, tutor e nuovi sistemi automatici di rilevazione continuano infatti a generare contenziosi e interpretazioni divergenti.
Il chiarimento del Ministero sulle procedure di approvazione e omologazione potrebbe contribuire a fare maggiore chiarezza sul piano normativo. Resta ora da vedere quale sarà l’esito dell’iniziativa giudiziaria avviata dal sindaco e se la vicenda porterà a ulteriori sviluppi nelle aule di tribunale.
Nel frattempo, il caso dimostra ancora una volta come la sicurezza stradale, la trasparenza amministrativa e il diritto dei cittadini a controlli legittimi restino temi centrali nel rapporto tra istituzioni e opinione pubblica.
“L’associazione Altvelox ha colpevolmente approfittato della confusione che caratterizza in questo momento il dispositivo autovelox (contro cui hanno storicamente dedicato le loro battaglie) per attaccare il dispositivo Sv3 che è in realtà regolato da norme diverse (art. 148 e 45 del Codice dellaStrada anziché art. 142) che prevedono espressamente l’approvazione ministeriale come condizione sufficiente per la perfetta legalità del dispositivo stesso, come confermato dal ministero competente.”
“Inoltre il SV3 ha comunque ottenuto lo scopo voluto dal Comune di ridurre drasticamente le manovre di sorpasso vietate aumentando la sicurezza dei cittadini”









































