VIBO VALENTIA – Un gesto semplice, ma carico di significato: una mimosa consegnata insieme a un messaggio di consapevolezza e tutela. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Polizia di Stato ha rinnovato anche a Vibo Valentia il proprio impegno nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere, promuovendo momenti di informazione e vicinanza alle donne nell’ambito della campagna nazionale “Questo non è amore”.
L’iniziativa, promossa dalla Questura vibonese, ha trasformato alcuni luoghi di aggregazione della città in spazi di dialogo e ascolto, con l’obiettivo di ricordare che la sicurezza delle donne non è soltanto una questione celebrativa legata all’8 marzo, ma una responsabilità quotidiana delle istituzioni e dell’intera comunità.
Fin dalle prime ore della mattinata, personale della Questura di Vibo Valentia ha incontrato cittadine e cittadini nei principali punti di ritrovo del territorio, distribuendo materiale informativo dedicato alla prevenzione della violenza di genere.
Alle brochure esplicative – contenenti indicazioni sui servizi di tutela, sulle modalità di richiesta di aiuto e sugli strumenti giuridici disponibili per le vittime – si è affiancato un gesto simbolico: la consegna di piccoli ramoscelli di mimosa, tradizionale emblema della Giornata della Donna.
L’iniziativa si inserisce nel solco della campagna “Questo non è amore”, il progetto nazionale della Polizia di Stato nato per sensibilizzare l’opinione pubblica sui fenomeni di violenza domestica e stalking e per promuovere un approccio culturale basato sul rispetto, sull’ascolto e sulla prevenzione.
L’attività promossa dalla Questura non si è limitata a un momento celebrativo. Al contrario, l’intento è stato quello di creare un’occasione concreta di confronto diretto tra forze dell’ordine e cittadine, favorendo l’emersione di situazioni di disagio o di potenziale rischio.
Come sottolineato dagli operatori presenti, molte donne che vivono situazioni di violenza o di sopraffazione non trovano il coraggio di denunciare, spesso per timore, vergogna o isolamento sociale. Proprio per questo la diffusione di informazioni chiare sugli strumenti di tutela – dalle misure di protezione alle possibilità di supporto psicologico e legale – rappresenta un passaggio fondamentale.
La presenza della Polizia nei luoghi pubblici ha quindi voluto lanciare un messaggio semplice ma determinante: lo Stato c’è, è presente e pronto ad ascoltare. L’iniziativa è stata promossa dal Questore della Provincia di Vibo Valentia, Rodolfo Ruperti, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadinanza e di sostenere le vittime, attuali o potenziali, nel difficile percorso che conduce alla denuncia.
L’approccio adottato si basa su un principio ormai condiviso a livello nazionale: la prevenzione passa innanzitutto dalla consapevolezza. Informare significa mettere le persone nella condizione di riconoscere comportamenti violenti o persecutori e di sapere a chi rivolgersi per ricevere aiuto. In questo contesto, il ruolo della Polizia di Stato non si limita alla repressione dei reati, ma comprende anche un’importante attività di educazione civica e di vicinanza alle comunità locali.
La Giornata Internazionale della Donna rappresenta ogni anno un momento di riflessione sul cammino compiuto in materia di diritti e pari opportunità. Tuttavia, le cronache continuano a ricordare quanto il fenomeno della violenza di genere resti una realtà ancora presente nella società contemporanea.
Per questo motivo iniziative come quella promossa a Vibo Valentia assumono un valore che va oltre la dimensione simbolica. L’incontro diretto con le cittadine, la diffusione di informazioni utili e la disponibilità all’ascolto costituiscono strumenti concreti per prevenire situazioni di abuso e per incoraggiare le vittime a uscire dall’isolamento.
Il messaggio lanciato dalla Polizia di Stato è chiaro: la tutela delle donne non è limitata a una giornata commemorativa, ma rappresenta un impegno costante delle istituzioni.
L’8 marzo diventa così un’occasione per ribadire che la sicurezza e la dignità delle donne sono valori fondamentali per una società democratica e civile. E che la lotta alla violenza di genere passa non solo attraverso le leggi e l’azione repressiva, ma anche attraverso l’informazione, la prevenzione e la costruzione di una cultura del rispetto.
In questa prospettiva, anche un gesto semplice come la consegna di una mimosa può trasformarsi in un segnale concreto di vicinanza: un invito a non restare sole e a sapere che, dall’altra parte, c’è sempre qualcuno pronto ad ascoltare.
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