COSENZA – Le elezioni provinciali di Cosenza continuano a scuotere il dibattito politico nel centrosinistra. Dopo la vittoria del centrodestra guidato dalla presidente uscente Rosaria Succurro con l’elezione di Biagio Faragalli a nuovo organo di vertice, arrivano parole durissime dal consigliere provinciale del Partito Democratico Giuseppe Ciacco, che punta il dito contro il cosiddetto “trasversalismo” e contro una parte del suo stesso partito, accusata di aver favorito la sconfitta del candidato del centrosinistra Franz Caruso.
Secondo Ciacco, le recenti elezioni provinciali «sono la conferma di una metastasi politica, marcia e maleodorante, che divora il centrosinistra cosentino dall’interno. Questa metastasi si chiama trasversalismo! La vittoria di Faragalli e del centrodestra è il prodotto diretto di personalismi, di ambiguità e di beceri compromessi siglati da una fazione del PD e del centrosinistra che, anziché fare opposizione, dialoga e scambia favori con il sistema di potere della destra calabrese.
In un contesto di normale democrazia, la gestione uscente di centro destra sarebbe stata punita senza appello. Parliamo di un Ente con un indebitamento fuori controllo, stimato tra gli 85 e i 120 milioni di euro: una voragine terrificante! Eppure, l’arroganza di questo sistema trasversale ha vinto di nuovo. Come? Grazie al soccorso “rosso” di chi, nel segreto dell’urna, accecato da una livorosa smania vendicativa e animato da famelici appetiti clientelari, legati alla gestione del potere e delle risorse pubbliche, ha tradito la possibilità di una alternativa, impedendo la elezione di Franz Caruso.
I numeri parlano chiaro: Franz Caruso ha perso per circa 1300 voti ponderati, l’equivalente del voto di appena 4 consiglieri di grandi comuni come Cosenza o Rende o Corigliano-Rossano.
È il bis di quanto accaduto nel 2022. Allora, la coalizione si divise con due candidati. Oggi che c’era un solo candidato del centro sinistra, si è scelto il depravato metodo dell’inciucio sottobanco: in verità, il segreto di pulcinella.
Il dato politico è uno solo: una parte del PD, disonestamente, ha lavorato per far vincere il centrodestra: lo squallido trasformismo dei fustigatori da avanspettacolo! Infatti, ciò che è intollerabile è il colmo della sfacciataggine: quegli stessi figuri, che hanno orchestrato il sabotaggio, si ergono a paladini della dignità del partito e chiedono il conto della sconfitta.
Vogliono riappropriarsi di un PD ridotto a mero strumento di potere personale. È un patetico copione già visto in altre occasioni. E, allora, è davvero ora di dire Basta. Il PD e il centrosinistra devono bonificarsi da questo lurido banditismo politico! È necessario, innanzitutto, recuperare gli elementi basilari affinchè il Partito Democratico possa proporsi come forza politica credibile, capace di costruire e rappresentare una reale alternativa al centro destra.
Per farlo bisogna trovare il coraggio di liberarsi da infette camarille, da sordidi sabotatori per fare, invece, prevalere la ragione, il buon senso, il progetto politico, l’inclusione, la pulizia etica e morale, il senso di appartenenza e di comunità. La sconfitta di domenica scorsa è l’ultima di un ciclo abbastanza lungo.
Pensare di metterla tra parentesi, o peggio, utilizzarla per continuare a riproporre vecchi giochi di potere è da suicidio. Ancor più grave e far finta di nulla e minimizzare, come si è fatto dopo la sconfitta alle regionali scorse. Per questo avverto la necessità di parlare il linguaggio della verità, lontano da opportunismi e dalla ricerca di accomodamenti personalistici, antitetici al sentire popolare e ai bisogni della comunità. Lo faccio con la consapevolezza che non c’ è più tempo per continuare una sceneggiata, che nella opinione pubblica genera ripulsa e allontanamento», conclude Ciacco.
Secondo l’esponente dem, dunque, una parte del Partito Democratico avrebbe intrattenuto rapporti politici con l’area di governo della destra calabrese, compromettendo la possibilità di costruire un’alternativa credibile.









































