Home Calabria Maltempo nel Sud, l’Europa apre al sostegno: ora la richiesta spetta all’Italia

Maltempo nel Sud, l’Europa apre al sostegno: ora la richiesta spetta all’Italia

Dopo il ciclone Harry che ha colpito Calabria, Sicilia e Sardegna, la Commissione europea indica gli strumenti disponibili. Tridico e Antoci: il Governo attivi subito il Fondo di Solidarietà

Von der Leyen

CATANZARO – Le ferite lasciate dal maltempo nel Mezzogiorno restano ancora aperte. A quasi due mesi dal passaggio del ciclone Harry, che il 20 gennaio scorso ha colpito con violenza Calabria, Sicilia e Sardegna, il dibattito si sposta ora sul piano europeo. La Commissione guidata da Ursula von der Leyen ha risposto alla richiesta di intervento avanzata da alcuni europarlamentari, chiarendo quali strumenti finanziari l’Unione europea può mettere a disposizione per affrontare le conseguenze delle calamità naturali.

Una risposta che, secondo i promotori dell’iniziativa, apre la strada agli aiuti ma chiama ora in causa direttamente il Governo italiano.

La risposta della presidente della Commissione europea, datata 12 marzo 2026, è arrivata agli europarlamentari del Movimento 5 Stelle Pasquale Tridico e Giuseppe Antoci, che nelle settimane successive al ciclone avevano scritto a Bruxelles chiedendo un intervento concreto a favore delle comunità colpite.

Nella lettera, la Commissione esprime vicinanza alle popolazioni interessate dal maltempo e ricorda che l’Unione dispone di strumenti specifici per sostenere gli Stati membri in caso di catastrofi naturali. Tra questi, il principale è il Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea, uno strumento attivabile per sostenere la ricostruzione e la ripresa dei territori colpiti da eventi calamitosi.

Secondo quanto indicato dalla Commissione, l’accesso al Fondo di Solidarietà può avvenire esclusivamente su richiesta formale dello Stato membro interessato. Nel caso specifico, spetta quindi all’Italia presentare la domanda a Bruxelles.

La procedura prevede un termine preciso: la richiesta deve essere inoltrata entro dodici settimane dalla data del primo danno causato dall’evento calamitoso. Inoltre, lo Stato richiedente deve dimostrare che i danni diretti superano le soglie previste dal regolamento europeo.

La Commissione ha inoltre ricordato che, nell’ambito delle politiche di coesione già programmate per Calabria, Sicilia e Sardegna, sono disponibili complessivamente circa 352 milioni di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale destinati alla prevenzione e alla gestione dei rischi da catastrofi naturali. Di questi, circa 156 milioni risultano ancora non assegnati e potrebbero essere mobilitati.

Per gli europarlamentari Tridico e Antoci, la risposta di Bruxelles rappresenta un passaggio significativo. «L’Europa ha risposto. Ora deve farlo il governo Meloni», affermano nella nota congiunta diffusa dopo aver ricevuto la lettera della Commissione.

Secondo i due esponenti del Movimento 5 Stelle, il quadro delineato da Bruxelles dimostra che gli strumenti finanziari esistono e che le risorse sono disponibili. Tuttavia, l’attivazione concreta degli aiuti dipende da una scelta che spetta esclusivamente all’esecutivo nazionale: presentare la richiesta ufficiale per l’accesso al Fondo di Solidarietà.

«Le dodici settimane scorrono», sottolineano i due europarlamentari, evidenziando come ogni ritardo rischi di rallentare ulteriormente l’arrivo di sostegni per i territori colpiti.

Il passaggio del ciclone Harry ha provocato danni ingenti in diverse aree del Sud Italia, colpendo infrastrutture, attività economiche e centri abitati già esposti a fragilità territoriali e idrogeologiche. In molte zone restano ancora aperte le questioni legate alla ricostruzione e alla messa in sicurezza del territorio.

Proprio per questo, il tema dell’accesso ai fondi europei assume un valore strategico. Le risorse comunitarie potrebbero infatti contribuire sia alla riparazione dei danni immediati sia alla realizzazione di interventi strutturali per prevenire future emergenze.

Il confronto che si apre ora tra istituzioni europee e Governo nazionale riguarda molto più di una procedura amministrativa. In gioco c’è la capacità delle istituzioni di tradurre rapidamente gli strumenti disponibili in sostegni concreti per i territori colpiti.

Per le comunità di Calabria, Sicilia e Sardegna, ancora alle prese con le conseguenze del maltempo, il tempo delle decisioni potrebbe fare la differenza tra una lenta ripresa e una vera occasione di ricostruzione.