La ditta di trasporti cosentina

COSENZA – Il futuro di AMACO torna al centro del dibattito politico e sindacale nell’area urbana di Cosenza e Rende. L’azienda pubblica che gestisce il trasporto urbano, da decenni punto di riferimento per la mobilità locale e per oltre cento lavoratori, si trova infatti in una fase delicata segnata da ipotesi di riorganizzazione e possibili cessioni di rami aziendali.

In questo contesto interviene con una presa di posizione netta il circolo “Gullo-Mazzotta” di Rifondazione Comunista, che denuncia il rischio di una privatizzazione del servizio e chiede maggiore chiarezza politica sul destino della società.

Secondo quanto emerso negli ultimi giorni nel dibattito pubblico, si farebbe sempre più concreta l’ipotesi di trasferire il ramo relativo al trasporto pubblico locale a soggetti privati. Una prospettiva che ha già suscitato la contrarietà delle organizzazioni sindacali e che ora trova l’opposizione anche di Rifondazione Comunista.

Il partito, attraverso il circolo dell’area urbana Cosenza-Rende, esprime “forte preoccupazione per gli sviluppi della vicenda che riguarda AMACO”, sottolineando come l’azienda rappresenti non solo un luogo di lavoro per oltre cento dipendenti, ma anche un presidio essenziale di servizio pubblico per l’intero territorio.

Proprio per questo, spiegano dal partito, qualsiasi scelta che riguardi il futuro della società dovrebbe essere affrontata con la massima trasparenza e con una valutazione attenta delle conseguenze sociali e occupazionali.

Nel comunicato diffuso dal circolo “Gullo-Mazzotta” viene ribadita la piena solidarietà ai lavoratori dell’azienda e alle organizzazioni sindacali che li rappresentano. I sindacati, infatti, hanno già evidenziato i possibili rischi legati a una riorganizzazione che potrebbe incidere sull’occupazione, sui diritti dei dipendenti e sulla qualità del servizio offerto ai cittadini.

La preoccupazione principale riguarda il timore che la crisi aziendale possa essere affrontata scaricando il peso delle ristrutturazioni proprio sui lavoratori o, in alternativa, attraverso la cessione di una parte del servizio pubblico al mercato privato.
Per Rifondazione Comunista, invece, il trasporto pubblico locale rappresenta un diritto collettivo e non può essere trattato come un semplice segmento economico da affidare alla logica del profitto.

Il documento politico affronta anche il tema delle responsabilità istituzionali. In particolare vengono definite contraddittorie le posizioni espresse dall’assessore regionale con delega al trasporto pubblico locale, Gianluca Gallo.

Secondo quanto ricordato dal circolo, lo stesso assessore aveva annunciato nei mesi scorsi una proroga dei termini fino al 31 gennaio per consentire di individuare una soluzione in grado di salvaguardare l’azienda. Tuttavia, sostengono da Rifondazione Comunista, a quella dichiarazione non sarebbero seguiti passi concreti capaci di costruire un’alternativa credibile.

Il risultato sarebbe una situazione arrivata ormai a ridosso delle scadenze, con margini operativi molto ridotti e con il rischio che alcune decisioni vengano presentate come inevitabili. Nel comunicato si sottolinea anche come il liquidatore dell’azienda si trovi ad agire entro margini estremamente limitati, determinati dalle scelte politiche e dai tempi ormai maturati.

Proprio per questo, secondo Rifondazione Comunista, le responsabilità della situazione non possono essere attribuite esclusivamente alla gestione tecnica della fase finale della vicenda. Il partito ricorda inoltre che, se davvero si fosse voluta perseguire una soluzione alternativa, ad esempio attraverso il coinvolgimento del consorzio Cometra, tale ipotesi avrebbe potuto essere sviluppata nei mesi precedenti senza arrivare alla situazione di emergenza attuale.

Da qui il sospetto, espresso nel documento, che il percorso abbia fin dall’inizio condotto verso la prospettiva di una cessione del servizio al consorzio Carlomagno, trasformando progressivamente una scelta politica in una soluzione presentata oggi come inevitabile.

La questione AMACO, secondo Rifondazione Comunista, non riguarda soltanto il destino di un’azienda ma chiama in causa un tema più ampio: il ruolo del trasporto pubblico locale nelle politiche urbane e regionali.

Il partito sostiene che la mobilità pubblica debba restare un servizio gestito nell’interesse della collettività e non essere subordinata a logiche esclusivamente economiche. Per questo viene avanzata la richiesta di aprire un confronto vero sul futuro del trasporto pubblico nell’area urbana di Cosenza e, più in generale, in tutta la Calabria.

L’obiettivo indicato è la costruzione di un sistema efficiente, sostenibile ed ecologico, capace di rispondere alle esigenze di mobilità dei cittadini e di contribuire allo sviluppo di modelli urbani meno dipendenti dal trasporto privato.

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