CATANZARO – In Calabria si riaccende il dibattito sui costi della politica. Al centro della discussione c’è una proposta di legge presentata dalla maggioranza di centrodestra che introduce due nuovi sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale. Una misura che, secondo la consigliera regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle Elisa Scutellà, rischia di tradursi in un ulteriore aumento della spesa pubblica in una regione che continua a fare i conti con gravi criticità nei servizi essenziali.
La proposta legislativa prevede l’istituzione di due figure politiche chiamate ad affiancare il presidente della Regione nelle attività di governo. I sottosegretari, secondo il testo depositato, potrebbero essere nominati direttamente dal presidente anche al di fuori del Consiglio regionale. Il loro ruolo sarebbe quello di collaborare con la Giunta nelle attività amministrative e politiche, partecipando alle riunioni dell’esecutivo senza diritto di voto.
Secondo quanto emerge dalla relazione tecnico-finanziaria allegata al provvedimento, ciascun sottosegretario percepirebbe complessivamente circa 14.470 euro al mese tra indennità e rimborsi. Il costo complessivo dell’operazione, considerando anche le strutture di supporto, potrebbe arrivare fino a circa un milione di euro all’anno per le casse regionali.
Una prospettiva che ha provocato la dura presa di posizione della capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale.
«Mentre la Calabria continua a fare i conti con emergenze drammatiche nella sanità, nei trasporti e nei servizi essenziali, la priorità della maggioranza sembra essere quella di aumentare le poltrone e i costi della politica», afferma Elisa Scutellà.
La consigliera sottolinea come il nodo centrale non riguardi soltanto la spesa, ma soprattutto la gerarchia delle priorità politiche. «Non possiamo accettare che, in una regione che vive ancora enormi difficoltà sociali ed economiche, si introducano nuovi incarichi politici con costi così rilevanti. Le risorse pubbliche devono essere destinate a rafforzare i servizi ai cittadini, non ad ampliare le strutture politiche».
Secondo la rappresentante pentastellata, il rischio è quello di alimentare ulteriormente la distanza tra istituzioni e cittadini in un contesto territoriale già segnato da disuguaglianze e fragilità strutturali. «La Calabria ha bisogno di investimenti concreti su sanità, lavoro, ambiente e infrastrutture. Continuare ad aumentare incarichi e apparati rischia di allontanare ancora di più i cittadini dalle istituzioni».
Il confronto politico è destinato a proseguire nelle prossime settimane, quando la proposta di legge sarà discussa nelle sedi istituzionali. In gioco non c’è soltanto l’assetto organizzativo della Giunta regionale, ma anche un tema più ampio che ciclicamente ritorna nel dibattito pubblico: il rapporto tra politica, costi delle istituzioni e fiducia dei cittadini. Una questione che, soprattutto in territori segnati da profonde difficoltà economiche e sociali, continua a pesare nel giudizio dell’opinione pubblica.









































