CATANZARO – Nel dibattito, spesso acceso e talvolta ideologico, sullo sviluppo del Mezzogiorno, torna al centro una parola tanto semplice quanto decisiva: fatti. È su questo terreno che il gruppo consiliare regionale della Lega in Calabria sceglie di posizionarsi, rilanciando un messaggio netto: giudicare l’azione politica non per appartenenza, ma per risultati concreti.

I fatti oltre i pregiudizi”: è questo il filo conduttore della presa di posizione del gruppo Lega Salvini Calabria, che rivendica un cambio di passo nelle politiche infrastrutturali destinate al Sud. Un’affermazione che, per stessa ammissione dei promotori, potrebbe apparire controcorrente in territori storicamente diffidenti verso il partito guidato da Matteo Salvini, ma che – secondo i firmatari – trova riscontro nei cantieri e nei progetti avviati.

Tra gli interventi citati figura l’elettrificazione della linea ferroviaria jonica, a partire dalla tratta di Sibari, opera attesa da decenni e oggi entrata in una fase operativa. Un segnale, sottolineano, di attenzione verso una dorsale strategica per la mobilità e lo sviluppo economico della fascia ionica calabrese.

Accanto a questo, viene richiamato il tema dell’alta velocità ferroviaria verso la Calabria, nodo cruciale per ridurre l’isolamento infrastrutturale della regione e favorire collegamenti più efficienti con il resto del Paese. Non meno rilevante, nella lettura del gruppo consiliare, è il capitolo relativo agli interventi sulla Strada Statale 106, per anni simbolo di ritardi e criticità, oggi oggetto di opere di ammodernamento e messa in sicurezza.

Infine, il riferimento al progetto del Ponte sullo Stretto, considerato una delle infrastrutture più ambiziose e controverse del panorama nazionale, ma al tempo stesso indicato come leva strategica per l’integrazione tra Calabria e Sicilia e per il rafforzamento dei corridoi europei.

Secondo la Lega calabrese, non si tratterebbe di iniziative isolate, ma di un disegno complessivo che riporterebbe il Mezzogiorno al centro dell’agenda politica nazionale. Un cambio di prospettiva che, nelle intenzioni, supera la narrazione di una distanza storica tra il partito e il Sud.

Il messaggio, tuttavia, non esclude il confronto critico. Al contrario, viene esplicitata la necessità di mantenere un approccio vigile, ma al contempo “onesto”, capace di riconoscere – laddove presenti – i risultati concreti delle politiche pubbliche.

Il punto, in fondo, resta sempre lo stesso: il Mezzogiorno non può più permettersi di vivere di promesse o contrapposizioni ideologiche. Che si tratti di una stagione realmente nuova o di una fase ancora da verificare nel tempo, saranno le opere completate – e non solo annunciate – a stabilire la misura della credibilità politica. Perché, come ricorda il vecchio adagio, è nei fatti che si misura la sostanza di ogni visione.