Walter Giampà

AMANTEA (cs) – L’aggressione subita dal politico amanteano Francesco Brogna, avvenuta presso l’isola ecologica di località Acquicella e attribuita a due soggetti noti alle forze dell’ordine, riapre un tema più ampio e delicato: quello della tenuta del confronto democratico nei contesti locali.

A sollevare la questione, è l’ex sindacalista Walter Giampà, che invita a non sottovalutare la portata dell’accaduto. Secondo quanto ricostruito, Brogna sarebbe stato vittima di un’aggressione non solo fisica, ma anche connotata da una componente intimidatoria legata alle sue posizioni politiche.

Giampà, nel suo intervento, è esplicito: «Quanto accaduto a Francesco Brogna è un episodio che non può essere liquidato come un semplice fatto isolato». Parole che pesano, soprattutto perché inseriscono l’accaduto in una cornice più ampia, dove il dissenso politico rischia di trasformarsi in terreno di scontro personale.

Il punto centrale, secondo l’ex sindacalista, è il rispetto delle libertà fondamentali. «Quando una persona viene aggredita non solo fisicamente, ma anche intimidita per le proprie opinioni politiche, si supera un limite molto grave», afferma, richiamando implicitamente il valore costituzionale della libertà di espressione.

«La libertà di esprimere il proprio pensiero, anche in forma critica, è alla base di qualsiasi comunità democratica», ricorda Giampà. Una considerazione che richiama principi consolidati, ma che, proprio per questo, non dovrebbero mai essere dati per scontati.

Colpire chi esprime dissenso, infatti, non è soltanto un atto individuale: è un gesto che rischia di produrre un effetto più ampio, scoraggiando la partecipazione e alimentando un clima di timore. «Colpire chi dissente significa indebolire il confronto civile e alimentare un clima di paura», sottolinea ancora Giampà.

«Ancora più preoccupante è l’indifferenza di chi era presente», osserva Giampà, evidenziando come il silenzio possa trasformarsi in una forma indiretta di legittimazione. In contesti simili, la passività rischia di essere interpretata come accettazione tacita, contribuendo a normalizzare comportamenti che dovrebbero invece essere stigmatizzati con fermezza.

È un tema antico quanto la storia civile: la differenza tra spettatori e cittadini. Nei momenti di tensione, la capacità di una comunità di reagire, di prendere posizione, rappresenta un indicatore decisivo della sua maturità democratica.

Nel suo intervento, Giampà esprime «solidarietà piena» a Francesco Brogna, ma va oltre il gesto formale. Il richiamo è a un diritto universale, che non riguarda soltanto il diretto interessato: «Va riconosciuto il diritto – che appartiene a tutti – di poter esprimere liberamente le proprie idee senza timore di ritorsioni».

Un messaggio che si rivolge non solo alle istituzioni, chiamate a garantire sicurezza e legalità, ma anche alla società civile, che ha il compito di difendere quotidianamente i valori democratici.

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