AMANTEA (Cs) – A Amantea, il politico Francesco Brogna ha denunciato un’aggressione avvenuta nella mattinata di oggi presso l’isola ecologica di via Acquicella.
Secondo quanto riferito dallo stesso Brogna, l’episodio si sarebbe verificato intorno alle 8.50, mentre si recava presso l’area destinata al conferimento dei rifiuti. Qui avrebbe incontrato due soggetti, entrambi – a suo dire – noti alle forze dell’ordine.
Il racconto è dettagliato e diretto, affidato a una dichiarazione che lo stesso politico ha reso pubblica e, comunque, denunciata presso la stazione carabinieri di Amantea:
«Alle ore 8.50 di oggi, mentre mi recavo all’Isola di via Acquicella per conferire dei rifiuti. All’interno ho trovato due soggetti, e a uno di loro ho chiesto se potevo lasciare il sacchetto. La risposta è stata “no, è chiuso, te ne devi andare da qui”. Alla mia ulteriore richiesta di poter lasciare i rifiuti, il secondo soggetto si scagliava contro di me prendendomi a pugni e gridando “vattene perché ti ammazzo. La devi smettere di attaccare l’attuale amministrazione comunale su internet e sui social perché io ti ammazzo. Ammazzo te, la tua famiglia, so dove abiti”».
E, ancora: «Il primo soggetto con cui avevo parlato appena arrivato, intanto, è salito in auto e istigava l’altro a continuare a colpirmi dicendo “contro l’attuale sindaco e questa amministrazione non si doveva mettere”. Quindi sono fuggito in auto e sono andato dai carabinieri a chiedere aiuto. Gli stessi mi hanno inviato ad andare in pronto soccorso a Paola, e così stavo facendo, ma mentre ero incolonnato sulla strada i due soggetti dell’Isola ecologica si sono affiancati ad hanno continuato a gridare “ti ammazzo, sparo a te e alla tua famiglia”, tentando di bloccarmi, Allora ho chiamato i carabinieri per avvisare delle nuove minacce, poi finalmente sono riuscito a raggiungere l’ospedale di Paola, dove mi hanno dimesso con una prognosi di 5 giorni».
Un racconto che, sebbene ancora al vaglio degli inquirenti, appare circostanziato e segnato da un elemento particolarmente delicato: il riferimento esplicito a presunte ritorsioni legate all’attività politica e alle critiche espresse online.
Dopo l’aggressione, Brogna si è recato presso la locale stazione dei Carabinieri per formalizzare la denuncia. Successivamente è stato indirizzato al pronto soccorso dell’ospedale di Paola, dove i sanitari gli hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. Non meno inquietante è il secondo episodio denunciato: l’inseguimento in auto e il reiterarsi delle minacce, che configurerebbero – qualora accertati – un aggravamento della condotta intimidatoria.
Sulla vicenda sono attese verifiche da parte degli inquirenti, che dovranno ricostruire con precisione dinamica, responsabilità e eventuali precedenti collegamenti tra le persone coinvolte. L’elemento che più colpisce è il possibile movente evocato nella denuncia: l’aggressione sarebbe stata accompagnata da frasi riferite alle critiche mosse da Brogna all’attuale amministrazione comunale, anche attraverso i social.
Un passaggio che, al di là delle singole responsabilità penali, riporta al centro il confine tra confronto politico, anche acceso, e degenerazione violenta. In un’epoca in cui il dibattito pubblico si consuma sempre più spesso sulle piattaforme digitali, il rischio è che la contrapposizione esca dallo spazio virtuale per tradursi in episodi concreti di intimidazione.
La vicenda di Amantea, ancora tutta da verificare nelle sedi competenti, rappresenta comunque un campanello d’allarme. La politica locale, storicamente terreno di confronto diretto e talvolta aspro, non può trasformarsi in un contesto in cui il dissenso viene represso con la violenza.
Se il pluralismo è il cuore della democrazia, la sicurezza personale di chi esprime opinioni – anche critiche – ne è il presupposto imprescindibile. Senza questo equilibrio, il rischio è che il dibattito pubblico smarrisca la propria funzione e si trasformi in un terreno di scontro improprio.
stefaniasapienza@calabriainchieste.it









































