AMANTEA (Cs) – L’aggressione ai danni del politico amanteano Francesco Brogna, avvenuta nelle scorse ore presso l’isola ecologica cittadina, riaccende il dibattito sul clima civile e istituzionale ad Amantea. A intervenire con una presa di posizione netta sono i consiglieri comunali di opposizione, che denunciano un progressivo deterioramento del confronto pubblico.
Secondo quanto riferito, Brogna sarebbe stato aggredito da due soggetti con precedenti penali mentre si trovava presso l’isola ecologica. Un episodio che, oltre alla gravità intrinseca, ha immediatamente assunto una dimensione politica.
I consiglieri comunali di opposizione Emilia Di Tanna, Orazio Mannarino, Alessia Martire e Mario Bruno hanno espresso “profondo sdegno” e “sincera solidarietà” nei confronti del politico coinvolto, definendo l’accaduto “non solo deprecabile, ma assolutamente inaccettabile”.
Nella loro nota, i consiglieri pongono l’accento su un elemento che ritengono centrale: il contesto. L’aggressione, sostengono, non sarebbe un episodio isolato, ma il punto di arrivo di una tensione crescente che da tempo caratterizza il dibattito politico locale. In particolare, viene evidenziato un clima di forte contrapposizione, alimentato – secondo l’opposizione – anche da atteggiamenti e narrazioni che avrebbero contribuito a legittimare forme di aggressività, almeno sul piano verbale.
Il documento politico si spinge oltre la semplice condanna dell’episodio, chiamando in causa direttamente l’operato dell’amministrazione guidata dal sindaco Pellegrino. I consiglieri parlano di una gestione caratterizzata da “inadeguatezza e arroganza comportamentale”, elementi che avrebbero inciso negativamente sulla qualità del confronto democratico.
Particolarmente significativo è il riferimento a una “violenza verbale” diffusa sui social network, attribuita ai sostenitori della maggioranza e, secondo l’opposizione, mai formalmente stigmatizzata. Un passaggio che suggerisce una critica più ampia: la mancanza di una presa di distanza chiara e pubblica da linguaggi e atteggiamenti ritenuti divisivi.
Nel documento si legge inoltre che si sarebbe ormai giunti a un livello ulteriore di “imbarbarimento”, con il passaggio dalla contrapposizione verbale alla violenza fisica. Un’escalation che, secondo i firmatari, dovrebbe indurre a una riflessione seria sul ruolo delle istituzioni e sulla responsabilità politica nella costruzione del clima pubblico.
Oltre alla condanna e alla solidarietà, l’opposizione avanza richieste precise. Al centro vi è la gestione dell’isola ecologica, luogo in cui si è verificata l’aggressione. I consiglieri chiedono “risposte chiare e atti diretti” da parte di chi ha responsabilità nella gestione del sito, sollevando dubbi sulla legittimità della struttura e sulle certificazioni relative alla movimentazione dei rifiuti. In particolare, viene richiesta trasparenza non solo sulla società appaltatrice, ma anche sui singoli operatori coinvolti nelle attività.
Si tratta di un passaggio che amplia il perimetro della vicenda: da fatto di cronaca a questione amministrativa, con possibili implicazioni sul piano della legalità e della gestione dei servizi pubblici. L’episodio di Amantea si inserisce in un quadro più ampio, in cui il rapporto tra politica, linguaggio pubblico e sicurezza dei cittadini torna al centro del dibattito.
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