COSENZA – C’è una parola che, più di altre, attraversa il dibattito sul nuovo ospedale di Cosenza: incertezza. Ed è proprio su questo terreno che il Partito Democratico cittadino alza il livello dell’attenzione, denunciando una situazione che rischia di trasformarsi in una delle più gravi occasioni mancate per la sanità calabrese.
A intervenire è la segretaria cittadina del PD, Rosi Caligiuri, che in una nota richiama con forza la necessità di fare chiarezza su un’opera considerata strategica per l’intera area urbana. Il rischio, avverte, è tutt’altro che teorico: quello di una mancata realizzazione del nuovo presidio sanitario, con conseguenze pesanti per cittadini e territorio.
Le criticità emerse nelle ultime settimane – dalla carenza di coperture economiche allo stallo della procedura amministrativa e legislativa – alimentano un quadro già fragile. Un quadro che, secondo il PD, conferma le preoccupazioni sollevate anche in ambito politico regionale e chiama direttamente in causa la Regione Calabria.
Sul banco degli imputati finiscono, in particolare, l’assenza di risposte su tempi certi, la mancanza di chiarezza sulle risorse disponibili e l’indefinitezza del modello gestionale. Elementi che, per un’infrastruttura sanitaria di questa portata, non possono essere considerati marginali.
Il timore è duplice: da un lato che il nuovo ospedale resti un progetto incompiuto, dall’altro che venga realizzato senza le condizioni necessarie per garantire un reale salto di qualità nell’assistenza. In entrambi i casi, il risultato sarebbe un indebolimento del sistema sanitario pubblico.
La questione assume contorni ancora più rilevanti se letta alla luce delle criticità già presenti nella provincia di Cosenza. La carenza di medici di base e di guardie mediche, più volte segnalata, rappresenta un segnale evidente di un sistema sotto pressione.
In questo contesto, l’eventuale fallimento o ridimensionamento del progetto ospedaliero non sarebbe soltanto una battuta d’arresto, ma una vera e propria frattura nel diritto alla salute dei cittadini.
Al centro del dibattito anche il mancato avvio di un modello integrato tra sanità e università. Il PD richiama esplicitamente l’esperienza di Catanzaro, dove l’integrazione tra il presidio ospedaliero e il polo universitario di Germaneto ha dato vita a una realtà consolidata.
Perché, si chiede il partito, lo stesso modello non può essere replicato a Cosenza? L’ipotesi di una azienda ospedaliera universitaria con policlinico ad Arcavacata, complementare e non sostitutiva dell’ospedale dell’Annunziata, resta sul tavolo ma senza sviluppi concreti.
Un ritardo che rischia di compromettere non solo l’efficienza dei servizi sanitari, ma anche le opportunità di ricerca, formazione e attrattività del territorio.
Per uscire dall’impasse, il circolo cittadino del Partito Democratico ha annunciato un’iniziativa pubblica per il prossimo 21 aprile. L’obiettivo è coinvolgere cittadini, operatori sanitari e realtà sociali in un confronto aperto, finalizzato a ottenere trasparenza e responsabilità.
Il messaggio è chiaro: la sanità non può essere terreno di propaganda né oggetto di rinvii continui. Serve una direzione precisa, supportata da scelte concrete e verificabili.
La vicenda del nuovo ospedale di Cosenza non è soltanto un tema locale, ma un banco di prova per la credibilità delle politiche sanitarie regionali. In gioco c’è la capacità di programmare, investire e realizzare infrastrutture essenziali senza smarrire la fiducia dei cittadini.
Perché, come ricorda il PD cosentino, il diritto alla salute non tollera ambiguità: o si costruisce con visione e responsabilità, oppure si lascia spazio a un vuoto che, nel tempo, diventa sempre più difficile colmare.









































