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RSA San Francesco di Paola, cresce la tensione: chiesto Consiglio comunale urgente a San Nicola Arcella

Il gruppo “Comunità e Identità” sollecita il sindaco Madeo: “Tutela di lavoratori e servizi, serve una presa di posizione chiara”

Comune San Nicola Arcella

SAN NICOLA ARCELLA (Cs) – La vicenda della RSA “San Francesco di Paola” di San Nicola Arcella continua a generare effetti ben oltre i confini della struttura sanitaria. La preoccupazione, ormai, si allarga alla comunità e arriva fino al cuore delle istituzioni locali, dove si chiede un’assunzione di responsabilità politica chiara e tempestiva.

A muovere un passo formale è il gruppo consiliare “Comunità e Identità” (consiglieri Domenico Donadio, Patrizia Lagatta, Domenico Osso) che ha indirizzato al sindaco Eugenio Madeo una richiesta di convocazione urgente e straordinaria del Consiglio comunale. Un atto che, nella sostanza, fotografa il clima di incertezza che attraversa il territorio e chiama l’amministrazione a un confronto pubblico su una delle questioni più delicate degli ultimi anni.

La RSA “San Francesco di Paola”, da tempo radicata nel tessuto sociale locale, non è soltanto un presidio sanitario per persone non autosufficienti. È anche una realtà consolidata sotto il profilo occupazionale ed economico, capace di garantire lavoro a circa 80 unità, oltre all’indotto. Un equilibrio costruito nel tempo che oggi appare messo in discussione dagli sviluppi più recenti legati alla gestione della struttura.

È proprio questo elemento a rendere la situazione particolarmente sensibile. “La complessa situazione venutasi a creare nell’ultimo periodo – evidenziano i consiglieri – genera preoccupazione, disorientamento e incertezza, soprattutto tra i lavoratori”. Parole che restituiscono il senso di un disagio diffuso, non limitato ai diretti interessati, ma esteso all’intera comunità.

La richiesta di convocazione del Consiglio comunale non ha un carattere meramente formale. L’obiettivo dichiarato è quello di portare la questione all’interno di un dibattito istituzionale aperto, capace di rappresentare le istanze del territorio e di sollecitare le amministrazioni competenti ad assumere decisioni coerenti. In gioco, sottolinea il gruppo, ci sono due dimensioni inscindibili: la tutela della salute e la salvaguardia del lavoro.

Il passaggio assume un valore politico rilevante anche alla luce degli sviluppi recenti, che hanno visto l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza convocare un tavolo istituzionale per il 9 aprile. Una coincidenza temporale che rende ancora più urgente una presa di posizione del Consiglio comunale, chiamato a definire il ruolo del Comune all’interno della vertenza.

In questo contesto, il Consiglio comunale potrebbe rappresentare non solo un momento di confronto, ma anche uno strumento per riaffermare il peso della comunità nelle scelte che la riguardano. Perché, quando una struttura sanitaria diventa parte integrante dell’identità di un territorio, ogni cambiamento che la coinvolge non può essere percepito come un fatto tecnico, ma come una questione collettiva.

La richiesta avanzata dal gruppo “Comunità e Identità” pone dunque una questione di metodo prima ancora che di merito: le decisioni che incidono su lavoro e servizi essenziali devono essere condivise e discusse pubblicamente. Resta ora da capire se e quando il Consiglio comunale verrà convocato.

Perché, al di là delle dinamiche amministrative, la vera sfida è restituire certezze a una comunità che oggi chiede di essere ascoltata. E, soprattutto, di essere coinvolta nelle scelte che ne determineranno il futuro.