SAN NICOLA ARCELLA (Cs) – La vicenda della RSA “San Francesco di Paola” di San Nicola Arcella si arricchisce di un nuovo capitolo. In merito a quanto pubblicato da Calabria Inchieste il 4 aprile scorso circa le dichiarazioni rese dal Gruppo San Michele srl sul subentro nella gestione della RSA di San Nicola Arcella (https://www.calabriainchieste.it/2026/04/04/rsa-san-francesco-il-gruppo-san-michele-rompe-il-silenzio-ecco-la-verita-dei-fatti/), interviene con una nota Biagio Ariete, quale legale rappresentante della società cui era affidato il coordinamento del personale parasanitario, tecnico ed ausiliario della RSA che ha inteso puntualizzare quanto segue.
«Le motivazioni che hanno spinto il sottoscritto a segnalare doverosamente la vicenda alla Guardia di Finanza di Scalea per tutte le valutazioni conseguenti sono da ricercarsi nelle allarmanti condotte poste in essere dalla Gruppo San Michele, a parere del sottoscritto compressive sulle determinazioni del personale che, oltre a porsi in contrasto con chiari precetti del disciplinare di gara e con la normativa giuslavoristica di settore, trasbordano in fatti potenzialmente suscettibili anche di sanzione in sede penale.
Nessuna narrazione “distorta”, per come artatamente riportato nella nota della Gruppo San Michele, ma solo una presa di posizione chiara e netta contro gli abusi che, a parere dello scrivente, si stanno consumando nella RSA di San Nicola, a tutela della stabilità e continuità dei rapporti di lavoro dei dipendenti e del rispetto di quelle che sono le disposizioni del disciplinare di gara e delle comunicazioni del RUP designato dalla Stazione appaltante, Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, che ha intimato espressamente alla società subentrante nella gestione di attenersi scrupolosamente a quanto stabilito dall’art. 26 del disciplinare di gara, relativo alla clausola sociale ed alle altre condizioni particolari di esecuzione.
Ciò in quanto, la società subentrante, Gruppo San Michele srl, aveva adottato e sta adottando una condotta chiaramente discriminatoria ed intimidatoria verso i dipendenti arrivando ad affermare, tramite i propri rappresentanti, nel corso di un incontro tenutosi il giorno 2.4.2026 con il personale — tutti dipendenti Universiis, nei cui rapporti di lavoro sarebbe dovuta subentrare la Gruppo San Michele srl — che avrebbero fatto dei tagli di circa 11 dipendenti e che, nella stipula dei contratti, non avrebbero mantenuto lo stesso monte ore precedente trasformando molti di questi da full time a part-time e riducendo in alcuni casi anche le ore dei part-time, affermando espressamente che a chi non stava bene poteva andarsene in quanto “la porta era lì”.
Tutto questo a fronte di una gestione sostanzialmente temporanea di appena sei mesi in quanto il TAR Calabria ha annullato l’intera procedura di affidamento dell’appalto alla Gruppo San Michele dichiarando l’inefficacia del contratto stipulato tra la stessa e la ASP di Cosenza e differendo l’inefficacia sino al completamento della nuova procedura di evidenza pubblica o comunque fino alla decorrenza di sei mesi dalla data della citata sentenza che è stata pubblicata il 31.12.2025.
Questa è la verità dei fatti.
La tanto decantata gestione del Gruppo San Michele srl è quindi al più limitata a tale breve lasso temporale per cui a maggior ragione non devono pregiudicarsi le posizioni lavorative dei dipendenti che poi contrattualmente dovranno passare alla nuova società di gestione.
Il rispetto della clausola sociale è fondamentale per la tutela dei lavoratori ed è condizione di efficacia della legittimità della gestione.
A questo punto si auspica che la ASP avvii tempestivamente la nuova procedura di affidamento in modo da consentire ai dipendenti di avere quale proprio interlocutore la società che sarà legittimamente aggiudicataria della gestione e si invita la attuale gestione provvisoria a non pregiudicare con i propri atti le posizioni lavorative dei dipendenti anche per ristabilire un po’ di serenità e fiducia nei lavoratori sulla continuità del proprio rapporto di lavoro», conclude.
Due versioni opposte, entrambe rivendicate con fermezza, che raccontano una stessa vicenda da prospettive radicalmente diverse. Nel mezzo, restano i lavoratori e un servizio sanitario essenziale che richiede stabilità e chiarezza. Saranno ora le verifiche delle autorità competenti e i prossimi passaggi amministrativi a stabilire quale sia il punto di equilibrio tra diritto, gestione e tutela sociale.









































