Un taxi a Lamezia (foto Tripadvisor.it)

LAMEZIA TERME (Cz) – Nel pieno delle festività pasquali, quando la mobilità diventa cartina di tornasole dell’efficienza dei servizi pubblici, si accende il confronto sul servizio taxi a Lamezia Terme. A intervenire è USB Taxi Calabria, che respinge con decisione le accuse di disservizi circolate sui media, parlando di una narrazione «costruita ad arte» e ribadendo la regolarità del servizio.

A chiarire la posizione della categoria è il dirigente regionale della USB – Federazione del Sociale Calabria, Saverio Bartoluzzi, che sottolinea come il servizio taxi sia stato «regolarmente svolto» anche nei giorni di Pasqua e Pasquetta. Un’organizzazione, spiega, basata su turnazioni che coinvolgono oltre trenta operatori distribuiti nelle principali aree strategiche: lo scalo aeroportuale di Lamezia Terme, la stazione ferroviaria e il centro urbano.

Secondo il sindacato, non vi è stata alcuna variazione rispetto ai giorni ordinari. «Così come non si fermano medici, infermieri del 118 e forze dell’ordine, non si fermano nemmeno i taxi», è il senso della posizione espressa, con l’obiettivo di ribadire il carattere essenziale del servizio.

USB contesta inoltre la rappresentazione mediatica di un presunto “vuoto” di mezzi, definendola fuorviante e non rispondente alla realtà. Il numero limitato di voli in arrivo, viene osservato, renderebbe sproporzionate alcune narrazioni che parlano di grandi flussi turistici, descritti come «più slogan che dati concreti».

Non manca un passaggio critico sul tema della concorrenza, in particolare verso le piattaforme private di trasporto. Il sindacato rivendica la natura pubblica del servizio taxi, regolato da licenze, tassametri e obblighi fiscali nazionali, contrapponendola a modelli che – secondo USB – beneficerebbero di sistemi fiscali più vantaggiosi a livello internazionale.

Parallelamente, viene richiamata l’attenzione sul fenomeno dell’abusivismo. USB Taxi Calabria riferisce di aver presentato esposti contro attività irregolari, tra cui l’utilizzo di mezzi e conducenti privi delle necessarie autorizzazioni. Segnalazioni che, sempre secondo il sindacato, avrebbero già portato a sanzioni e ritiri di patenti e veicoli non in regola.

Un ulteriore punto riguarda il servizio di noleggio con conducente (NCC), accusato di operare in modo improprio sul territorio lametino senza rispettare il vincolo della rimessa nel Comune che ha rilasciato la licenza.

Al di là della polemica contingente, il confronto riporta al centro un nodo strutturale: l’equilibrio tra servizio pubblico regolamentato e nuove forme di mobilità privata. In un territorio che punta sul turismo e sulla mobilità efficiente, la sfida non è solo garantire la presenza dei mezzi, ma costruire un sistema trasparente, equo e realmente funzionale ai cittadini.