CATANZARO – Si chiude senza una pronuncia nel merito una vicenda che aveva acceso il dibattito politico e istituzionale in Calabria. Il Tribunale di Catanzaro, Sezione I civile, con la sentenza n. 1212/2026, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere nel procedimento volto a ottenere la decadenza di Rosaria Succurro dalla carica di consigliere regionale. Una decisione che, sul piano giuridico, equivale a un punto fermo: Succurro resta in carica, mentre il contenzioso si spegne prima ancora di una valutazione sostanziale.
Al centro della vicenda vi era il ricorso presentato da un cittadino elettore, che aveva contestato la compatibilità tra il ruolo di consigliere regionale e le altre cariche ricoperte da Succurro. In particolare, veniva sollevata la presunta incompatibilità con le funzioni di sindaco e di presidente della Provincia di Cosenza, ritenute, secondo la prospettazione del ricorrente, non cumulabili con il mandato regionale.
Il nodo giuridico si inseriva nel solco di una questione ben nota nel diritto pubblico italiano: il rispetto delle norme sulle incompatibilità e sulla necessaria separazione delle funzioni istituzionali, poste a tutela dell’imparzialità e del corretto esercizio dei poteri.
Nel corso del giudizio, la difesa di Rosaria Succurro ha prodotto documentazione ritenuta decisiva. In particolare, è stato dimostrato che le dimissioni dalle cariche contestate erano state presentate nei tempi previsti dalla legge. Un elemento che ha inciso in modo determinante sull’esito del procedimento. La tempestività delle dimissioni ha infatti fatto venir meno il presupposto stesso della contestazione, svuotando di contenuto la domanda di decadenza.
È proprio su questo punto che si innesta la decisione del Tribunale: non essendoci più una situazione attuale di incompatibilità da valutare, il giudice ha dichiarato cessata la materia del contendere, senza entrare nel merito delle questioni sollevate.
Accanto alla dichiarazione di cessazione della materia del contendere, il Tribunale ha disposto la compensazione delle spese di lite tra le parti. Una scelta che, in ambito civile, viene adottata quando sussistono motivi che rendono equo non gravare una delle parti dei costi del giudizio.
In questo caso, la soluzione adottata riflette la natura della controversia: una questione che, pur avendo avuto rilevanza pubblica e politica, si è risolta in via processuale senza accertamenti definitivi su eventuali responsabilità o violazioni. Sul piano politico, la decisione consolida la posizione di Rosaria Succurro in Consiglio regionale, sgombrando il campo da un contenzioso che avrebbe potuto incidere sulla stabilità del suo mandato.









































