La vittima e l'omicida

Denali Brehmer, 22 anni residente ad Anchorage, in Alaska (Usa), ha ammesso di aver assassinato la sua migliore amica, la 19enne Cynthia Hoffman, in cambio di un’offerta da 9 milioni di dollari recapitata da un adescatore conosciuto online che si spacciava da milionario residente nello Stato dell’Indiana. Lo ha comunicato tramite una nota il Dipartimento di giustizia dell’Alaska: Il giudice della Corte superiore di Anchorage, Andrew Peterson, ha accettato la dichiarazione di colpevolezza resa dalla giovane. Brehemer rischia adesso una condanna dai 30 ai 99 anni di carcere. La sentenza definitiva del processo è attesa entro il prossimo mese di agosto.

I fatti contestati risalgono al 2019. Brehmer, allora 18enne, era stata convinta da un certo “Tyler” – questo il nome utilizzato dall’adescatore conosciuto online – a commettere l’omicidio: avrebbe dovuto rapire e uccidere una persona, in cambio di 9 milioni di dollari. Per ottenere il pagamento della somma, doveva documentare il crimine con foto e video.  Stuzzicata dalla proposta, il 2 giugno 2019 Brehmer attirava l’amica e coetanea Cynthia Hoffman in una trappola, convincendola a partecipare a un’escursione alla cascata Thunderbird, tra i Monti Chugach. Una gita da cui non avrebbe più fatto ritorno.

Una volta giunte in un luogo isolato, Hoffman veniva quindi legata mani e piedi con del nastro adesivo da Brehmer e dai suoi due complici – Caleb Leylande Kayden McIntosh, di 23 e 19 anni – prima di venire uccisa con un colpo di pistola alla nuca. Il gruppo aveva poi inviato al “milionario” foto e video della vittima su Snapchat.

Dopo l’esecuzione, il gruppo aveva cercato di sbarazzarsi del cadavere della 18enne gettandolo nel fiume. Quel giorno Hoffmann avrebbe dovuto ricevere dei soldi da parte del papà, Timothy Hoffmann, per fare shopping con alcuni amici: non si sarebbe mai presentata a quell’appuntamento. Il corpo senza vita di Cynthia Hoffman è stato ritrovato dalla polizia pochi giorni dopo l’omicidio, a seguito della denuncia di scomparsa presentata dalla famiglia della vittima.

Inizialmente i tre giovani aguzzini sostenevano di aver perso traccia dell’amica e avevano anche scritto dei messaggi alla famiglia della loro vittima, in cui si auguravano che venisse presto ritrovata.

Ma l’analisi del cellulare di Brehmer da parte degli inquirenti avrebbe presto fatto venire alla luce i messaggi sospetti scambiati con “Tyler”, a cui peraltro la giovane aveva inviato anche numerose foto di pornografia infantile sfruttando una bambina di otto anni.

Partendo da questa pista, il resto è stato ricostruito facilmente dagli investigatori. Poco dopo il suo arresto, Denali aveva anche diffuso un filmato in cui diceva si diceva pentita del crimine commesso.

Si è poi scoperto che “Tyler”, in realtà, era un ragazzo disoccupato di 21 anni che rispondeva al nome di Darin Schilmiller, anche lui reo confesso dell’omicidio. Nelle maglie della giustizia sarebbero poi finiti anche gli altri due soggetti coinvolti, complici dell’amica killer, Leyland e McIntosh.

 

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