Home Calabria Rischio idrogeologico, chiesti fondi per mettere in sicurezza il territorio

Rischio idrogeologico, chiesti fondi per mettere in sicurezza il territorio

Programmati interventi anche sul lungomare, lungo le strade Carratelli – Serra d’Aiello; Amantea – San Pietro in Amantea   

124
0

AMANTEA – L’amministrazione comunale, di cui è sindaco Vincenzo Pellegrino, si è attivata per ottenere dei fondi finalizzati alla messa in sicurezzadi alcune zone specifiche del territorio a rischio idrogeologico. Si tratta, in particolare, di un progetto che interessa: il versante della chiesa di San Giuseppe, il lungomare e alcune strade di collegamento con i comuni limitrofi.

Per quanto concerne specificatamente la chiesa di San Giuseppe è stato evidenziato nella documentazione, che «l’area in questione a causa di uno smottamento/scivolamentodi una notevole quantità di detriti che ha investito la sede stradale comunale. Interponendo di fatto la percorrenza».

E’ intenzione dell’amministrazione comunale procedere con: «La stabilizzazione del versante; regimazione acque superficiali; ripristino pavimentazioni stradali. Fondi stanziati 333.586 euro, fabbisogno residuo 666.413 euro».

C’è poi il lungomare di Amantea. «Si tratta, in particolare sita ad Ovest dell’abitato di Amantea con grosse problematiche legate  all’erosione costieradove sono frequenti danneggiamenti alle strutture e alle infrastrutture presenti con sifonamento del muro lato sud e la presenza di una notevole quantità di detriti che ha investito la sede stradale, interrompendone di fatto la percorrenza. Frangiflutti completamente dissestati.   Risorse stanziate 250 mila euro, fabbisogno residuo 2.000.000 euro (fondi insufficienti per un’adeguata progettazione di difesa delle infrastrutture)».

Infine sono stati programmati interventi «nelle zone di frana vicino alla strada di collegamento Carratelli – Serra d’Aiello; zone di frana vicine alla strada di collegamento Amantea – San Pietro in Amantea».

stefaniasapienza@calabriainchieste.com

Articolo Precedente“Caporalato”: 32 aziende irregolari, 80 lavoratori sfruttati (33 in nero). Sospese 11 attività
Prossimo ArticoloDimissioni di massa al Comune di Sant’Onofrio: cade l’amministrazione Pezzo