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Sindaco di Catanzaro: «In un anno e mezzo riaperti 4 centri sociali fermi da diverso tempo»

Fiorita: «E' un motivo di grande soddisfazione perché si tratta di strutture che erano ferme da diverso tempo e che non è stato per niente facile riattivare»

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CATANZARO – «Essere riusciti a riaprire, nell’arco di un anno in mezzo, quattro Centri sociali strategici della città è non solo un obiettivo centrato, ma soprattutto uno stimolo a fare sempre di più, per garantire servizi e fornire opportunità di incontro e di relazioni umane nei nostri quartieri».
E’ quanto dichiara in una nota stampa il sindaco Nicola Fiorita.
«Vedere rivivere quelle che mi piace definire delle piccole “case di quartiere” in via Fontana Vecchia, via XX Settembre, Pontepiccolo e per ultimo Gagliano – in attesa di quella del Corvo – è un motivo di grande soddisfazione perché si tratta di strutture che erano ferme da diverso tempo e che non è stato per niente facile riattivare», aggiunge Fiorita.
E ancora: «Fondamentale è stato l’apporto del Terzo Settore, che si è assunto il compito non facile della gestione. Ora si tratta di trasformare concretamente questi “spazi” in autentici “luoghi” di aggregazione e nuova socialità.
Ambienti in se e per se “freddi”, ma in grado di trasformarsi e pulsare grazie alla vitalità e all’energia delle persone che li abitano. Luoghi dove ogni cittadino potrà sentirsi come a casa e tenere lontano il rischio dell’isolamento e della solitudine forzata.
Questo primo e significativo risultato, lo abbiamo ottenuto grazie all’impegno degli assessori che si sono succeduti nell’ultimo biennio alla guida delle Politiche Sociali, lungo un percorso partito da Rosario Lostumbo e proseguito con Venturino Lazzaro e, ora, con Giusy Pino.
E poi grazie a tutto il personale in servizio nelle strutture burocratiche del Comune e, non per ultimo, al variegato mondo del volontariato rappresentato dal Terzo Settore. Senza fermarci mai, il prossimo obiettivo a stretto giro è quello di riaprire anche il Centro di Corvo, entro la fine del mese, e garantire il buon funzionamento di tutti gli altri spazi di socialità in ogni quartiere».
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