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Santelli e Siviglia sulle intercettazioni: “No a pregiudizi e pupulismi”

Gli avvocati Francesco Santelli e Agostino Siviglia, responsabili regionali Giustizia di “Italia Viva”, intervengono con una puntuale e autorevole analisi su un tema di scottante attualità, quello sulle intercettazioni, che sta scatenando feroci polemiche politiche a tutti i livelli

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Il guardasigilli Carlo Nordio

Gli avvocati Francesco Santelli e Agostino Siviglia, responsabili regionali Giustizia di “Italia Viva”, intervengono con una puntuale e autorevole analisi su un tema di scottante attualità, quello sulle intercettazioni, che sta scatenando feroci polemiche politiche a tutti i livelli.

“Il tema delle intercettazioni è particolarmente complesso e delicato, e l’approccio a tale argomento deve essere scevro da pregiudizi e populismi”, spiegano Santelli e Siviglia. “La nostra analisi e il nostro intervento sul punto muovono necessariamente dal principio sancito dall’art. 15 della Costituzione che, nell’affermare l’inviolabilità della libertà e della segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione, pone un netto limite alla possibilità di estendere ed esasperare lo strumento delle intercettazioni”, spiegano. “E’ noto, infatti – aggiungono – che per poter derogare a tale sbarramento serve un provvedimento dell’Autorità. Va da se’ che le intercettazioni non possono essere utilizzate indistintamente per ragioni di sicurezza: non è un caso che l’utilizzo di tale strumento è consentito solo per alcuni reati, tassativamente previsti dalla legge”.

In tale ottica, secondo le due fonti autorevoli e qualificate “non può non essere apprezzato lo sforzo profuso dal Ministro Nordio che non ha esitato in questi mesi a prendere ferma posizione sul tema e a ribadire che in uno Stato di diritto non può più essere tollerato l’abuso che si registra nel ricorso all’uso ed alla illegittima pubblicazione delle intercettazioni. Invero, le intercettazioni non possono e non devono essere arbitrariamente trasformate da mezzo di ricerca dalla prova in mezzo di ricerca del reato e dunque della responsabilità “a qualsiasi costo, “pur rimanendo, al contempo, cruciale l’utilizzo delle intercettazioni per i reati più gravi quali delitti di mafia, per finalità di terrorismo, insomma per tutte le categorie di reati di maggior allarme sociale, nonché di alcuni possibili “reati spia”, che andranno, comunque, tassativamente delineati”.

Si consideri, peraltro, “e non marginalmente, l’ingente spesa impiegata per l’impiego di tale strumento nell’ambito del sistema Giustizia che, evidentemente, potrebbe essere destinata, per la parte di risparmio, per finanziare azioni concretamente volte a rendere una giustizia più giusta per tutti i cittadini”, spiegano i due penalisti.

In definitiva, secondo i responsabili regionali Giustizia di “Italia Viva”, Santelli e Siviglia, “occorrono interventi rigorosi e mirati che – come sottolineato dal ministro Nordio – abbiano quale punto di partenza la consapevolezza dell’eccezionalità di tale strumento. Nutriamo l’idea – e lavoreremo in tale direzione – che nel nostro Paese possa prevalere un pensiero giuridico liberale e democratico, all’interno di un confronto basato sul buon senso, nel rispetto delle differenti posizioni. Di certo, sulla base di tali presupposti non faremo mancare il nostro contributo e il nostro supporto per un intervento legislativo che riteniamo giusto”. (g.s.)

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