Home Calabria Tentato omicidio a Belvedere, il Riesame scarcera Brusca e Iorio

Tentato omicidio a Belvedere, il Riesame scarcera Brusca e Iorio

Accusati di tentato omicidio nei confronti del buttafuori di un locale del Tirreno avvenuto nella notte del 26 giugno 2021

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Un processo penale

CATANZARO – Dopo il rinvio della Cassazione il Tribunale del Riesame di Catanzaro, accogliendo l’appello dei rispettivi difensori, ha disposto la scarcerazione dei due giovani cetraresi, Attilio Brusca e Lorenzo Iorio, agli arresti per disposizione della Dda, con l’accusa di tentato omicidio nei confronti del buttafuori di un locale a Belvedere marittimo avvenuto nella notte del 26 giugno 2021.

A Lorenzo Iorio e ad Attilio Brusca era stata applicata la misura cautelare in carcere, perché gravemente indiziati di estorsione e lesioni personali pluriaggravate dal metodo mafioso.

Secondo l’accusa, nella notte del 26 giugno 2021, i due indagati erano entrati all’interno di un locale notturno, il Malì a Belvedere Marittimo, senza prenotazione, organizzandosi un tavolo in autonomia e pretendendo di consumare alcune bevande senza pagare.

Iorio, aveva poi, unitamente agli altri indagati, minacciato Dezaz Hakim, addetto alla sicurezza, affinché non richiedesse il pagamento e, dopo che Luca Occhiuzzi gli aveva sparato un colpo di pistola, l’aveva aggredito, procurandogli delle lesioni.

In particolare, “le testimonianze delle persone informate sui fatti, nonché i rilievi tecnici svolti dalla polizia giudiziaria che documentano il rinvenimento, sul luogo degli accadimenti, di un bossolo di pistola cal. 6,35 e, a breve distanza, di tre cartucce integre, perfettamente compatibili con la ricostruzione offerta dalla vittima delle fasi cruciali dell’aggressione, allorché ha riferito che lo sparatore, dopo averla attinta con un colpo, cercava di esploderne ulteriori al suo indirizzo, non riuscendovi per un verosimile malfunzionamento dell’arma”.

Quanto alla identificazione “gli inquirenti pervenivano, in primo luogo, attraverso la visione ed analisi dei frames estrapolati da un video girato dalla stessa vittima, prima dell’aggressione e da questa consegnato alla polizia giudiziaria, nonché di quelli di altro video, girato da un altro soggetto. Ma, soprattutto, alla individuazione dello Iorio  e del Brusca – quali soggetti che avrebbero partecipato agli eventi delittuosi” riconosciuti dalla vittima attraverso delle foto.

La difesa è riuscita a dimostrare, anche con l’ausilio di testimoni ed altro materiale probatorio, che la notte del 25 giugno Iorio e Brusca erano fuori per una battuta di pesca, con altre persone, che si è protratta fino all’alba e quindi non potevano essere in quel locale.

E’ emerso, inoltre, che Brusca e Iorio non fossero legati da rapporti di amicizia e frequentazione con gli altri co-indagati, che verosimilmente conoscevano solo di vista, per essere loro compaesani. Una ricostruzione dei fatti che per il Riesame “presenta lacune e criticità non agevolmente superabili”.

Il Collegio ha ritenuto, quindi, “che il quadro indiziario, pur se sussistente, non presenti, tuttavia, quei requisiti di gravità, precisione e concordanza che soli legittimano l’adozione e nella specie – il mantenimento del rimedio cautelare”.

Alla luce di tutte le argomentazioni esposte, l’appello è stato accolto, con conseguente revoca della misura cautelare in atto.

fiorellasquillaro@calabriainchieste.it

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